Politica Largo Porta Alfonsina

Vendola all'Ole: "Cultura Legalità? Una buona epidemia"

Il governatore pugliese respinge al mittente le polemiche sui fondi alla manifestazione accolta nel Salento: "Soldi spesi bene". E sulle amministrative promuove Salvemini: "Una persona straordinaria"

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OTRANTO - Ancora una volta il più atteso era lui, nonostante l'informazione sulla sua presenza non fosse stata martellante. Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, sceso ad Otranto, in occasione del forum internazionale di Flare sul contrasto alla criminalità organizzata che si riproduce e si espande nel mondo globale, incontra la gente in Largo Porta Alfonsina, ad un anno e più dall'incontro con la Guzzanti. Non ci sono cartelli esposti questa volta con la scritta "primarie subito" e la dimensione dell'incontro è decisamente diversa da altri appuntamenti; eppure la determinazione con cui il governatore rispedisce al mittente le accuse arrivate da qualche parte sui costi di "Otranto Legality Experience" è sempre la stessa.

Piccole polemiche, peraltro, disorganiche e non sempre ben argomentate, come quella di chi ha confuso il curatore culturale dell'evento con il presidente di un'associazione indefinita (profilo che non rispecchia il senso di Flare, che è, piuttosto, una rete europea di 30 associazioni ed ong impegnate nella lotta al crimine, ndr): non proprio dettagli, insomma, ma che hanno alimentato un dibattito poco proficuo, giocato sulle somme di denaro spese dalla Regione per questo appuntamento (che cerca di formare i cittadini di domani alla lettura dei processi di espansione criminale, per conoscerli e saperli sradicare nella società globale), senza ben comprendere le finalità e con evoluzioni contraddittorie come, nel caso di chi ha criticato l'evento, dopo averlo sostenuto col proprio patrocinio.

Alle dispute di questi giorni, dunque, Vendola risponde rifacendosi al messaggio già lanciato nei giorni scorsi da don Luigi Ciotti, predicando un clima disteso, pacato, che ha contraddistinto l'intera giornata pugliese, a partire dalla Fiera del Levante, con i reciproci apprezzamenti istituzionali scambiati con il Ministro Raffaele Fitto: "Le polemiche non producono sentieri di futuro - ha esordito il governatore -, ma semplicemente mettono in scena le passioni meschine della peggiore politica. Dobbiamo sapere bene che la lotta contro i poteri criminali, si fa coinvolgendo direttamente le forme organizzate dalla cittadinanza attiva e dalle amministrazioni della democrazia, a cominciare dai municipi, dai comuni".

"Noi veniamo qui - ha spiegato Vendola - a raccontare il percorso di legalità che abbiamo costruito, per esempio in Puglia, che sui beni confiscati alla mafia, ha fatto un'esperienza unica in Italia e, cioè, quella di aiutare i comuni e i sindaci, a fronte di un bene confiscato, a poterlo ristrutturare e a poterlo far vivere, come laboratorio di socialità, ma anche di lavoro operativo; la maggior parte dei sindaci italiani si trovano la rogna dei beni confiscati, perché una volta che viene assegnato il bene, non sanno che farne, non hanno le risorse per metterlo in funzione e questo è un guaio".

Un guaio, "perché - ha proseguito - un bene tolto alla mafia, se non viene restituito alla collettività, resta una specie di sinistro simulacro di un potere ancora più pervasivo dei clan. Noi raccontiamo questo e siamo curiosi di ascoltare le altre esperienze, perché la cultura della legalità possa essere contagiosa, una buona epidemia".

Perciò ai "malpensanti", Vendola ribadisce che quei soldi "non potevano essere spesi meglio di così" e soprattutto che l'anno prossimo, ad Otranto, "ci saremo di nuovo, per proseguire questo incredibile percorso". Ma i temi della politica non potevano sfuggire, con particolare attenzione allo scenario ancora nebuloso di Lecce: a chi gli chiede se Loredana Capone possa lasciare la vicepresidenza per correre alla poltrona principale di Palazzo Carafa, Vendola risponde che l'impegno assunto nei prossimi mesi dall'avvocatessa salentina è quello di "continuare ad essere la mia vicepresidente". Allo stesso tempo, chiude le porte ad ipotesi di un rimpasto in giunta.

Inevitabile un accenno a Carlo Salvemini, da tempo a lavoro su un modello di città alternativo a quello proposto dal centrodestra leccese, ma che attende un antagonista dal Pd alle eventuali primarie. Sinistra Ecologia e Libertà appoggerà come candidato Salvemini? "Lo deciderà la sezione leccese. Personalmente - ha precisato Vendola - lo ritengo una persona straordinaria, un combattente, un militante, un uomo di grandi sogni e visioni". Un imprimatur senza proclami, ma piuttosto chiaro.


Vendola non si sottrae nemmeno ormai alla "immancabile questione salentina", sul perché sia apparso meno presente sul territorio provinciale negli ultimi mesi: "Mi hanno spesso accusato di essere Salento-centrico, in quanto negli ultimi cinque anni ho trascorso le mie ferie sempre qui e la considero la mia seconda casa. Sono altri che vogliono trascorrere il proprio tempo a cimentarsi in fantasiose ipotesi di altro tipo".

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