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Vendola: "Diteci cosa c'è dietro la vostra apparenza"

Pellegrino, Rotundo e il governatore di Puglia ieri sera in piazza Sant'Oronzo a sostegno del candidato sindaco per il centro sinistra. Ribadite le ragioni per esprimere una "buona azione per Lecce"

C'era il popolo del centro sinistra delle grandi occasioni ieri sera in piazza Sant'Oronzo a Lecce. A conferma, semmai ce ne fosse bisogno, di quanto le campagne elettorali per il rinnovo dei consigli comunali dei capoluoghi di provincia travalichino ormai i propri confini per diventare, prevalentemente in queste occasioni, città dove è facile incontrare all'uscita del bar ora il ministro degli esteri D'Alema, ora il presidente della Ragione Lombardia Formigoni, ora il ministro per le Attività culturali Rutelli. E nei prossimi giorni preparatevi a incrociare per strada il presidente di An Gianfranco Fini o il leader di Forza Italia Berlusconi e ancora D'Alema. "Welcome to Lecce". O, se volete, ben venuti nel rush finale della campagna elettorale che si sta giocando a Lecce, dove le coalizioni più rappresentative candidano a sindaci per la Cdl Paolo Perrone e l'onorevole Antonio Rotundo per l'Unione.

Ieri sera, dicevano, in piazza Sant'Oronzo sono saliti sul palco insieme a Rotundo il governatore di Puglia Nichi Vendola, il presidente della Provincia di Lecce Giovanni Pellegrino e la compagine che scende nella lista dell'Unione. Pellegrino parla per circa 20 minuti, rivolgendosi alla piazza per raccontare le ragioni di "una buona azione per Lecce". I temi della compagna del centro sinistra sono d'altronde ormai noti, tre quattro domande "chiave" che Rotundo e gli altri rivolgono da un mese a questa parte a Paolo Perrore e Adriana Poli Bortone. Ieri sera i quesiti al centro destra sono stati lanciati dal presidente della Provincia, tipo: "Chi c'è dietro il caso Iskenia?". E poi: "Sono nervosi, lo si denota dalle non risposte che danno - ha detto - ma la Lecce vera non è più chiusa nel Palazzo è per la strada. Va sciolto poi il rapporto tra Lecce e la sua provincia. Lecce non può restare chiusa tra la sua aristocratica municipalità, perchè la verità è che Lecce non si è mai sentita nella sua provincia".

Poi ha preso la parola il candidato sindaco per il centro sinistra Antonio Rotundo: "La città - ha detto - non conosce ancora il programma del centro destra con la Poli Bortone che sconfessa il suo candidato sindaco. Non si è mai visto che una amministrazione comunale elargisce 750mila euro di incentivi ad un gruppo di dipendenti mentre a Lecce c'è gente che con lo stipendio non riesce ad arrivare alla fine del mese. Ma quando si chiedono spiegazioni a Perrone lui dice sempre che certe delibere non le ha firmare. E oggi (ieri, ndr) la sua badante lo ha sconfessato". E poi, il tema del bilancio comunale: "Da tempo chiedo il terzo arbitro, una terza persona sopra le parti a tutela della trasparenza dei conti pubblici, ma nessuna risposta è giunta in questa direzione: Taranto è troppo vicina per poter scherzare sulla pelle della nostra città".

E poi è stata la volta di Nichi Vendola, acclamato da tutti, soprattutto dai giovanissimi, che ha esordito dicendo: "Sono andato sul sito di Perrone con l'intenzione di leggere il suo programma e invece ho trovato uno spogliarello. Mi è venuto in mente il film di Vanzina: 'Sotto il vestito niente'.
Un'ora buona di intervento, incisivo, centrato molto sulla Sanità, sull'eredità lasciata dal centro destra quando governatore di Puglia era Raffaele Fitto. Vendola ha parlato della sua politica, di quella del centro sinistra in Puglia, smentendo passo per passo le accuse dei suoi avversari politici quando affermano che la regione è ferma lì dove l'hanno lasciata. "La Puglia non la possiamo cambiare con una bacchetta magica - ha detto il governatore Vendola - perché l'eredità che ci hanno lasciato è disastrosa, con una politica che ha salvaguardato solo gli interessi di pochi senza pensare minimamente al sociale, ai giovani, ai malati, alle persone in difficoltà, alle periferie".

Vendola, in chiusura del suo intervento, ha parlato di famiglia, rivolgendosi direttamente a Fitto: "Perché non posso manifestare il desiderio di una famiglia, perché devo essere attaccato dall'ex governatore di Puglia su un desiderio sincero. Se io non esistessi Fitto non saprebbe più cosa raccontarci. Vedete - ha detto - riesce sempre a intervenire sulle mie affermazioni anche quando si trova fuori dall'Italia, ha un chiodo fisso, e ancora non si capacita che il popolo della Puglia due anni fa ha scelto altri per la guida della regione".

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