Vendola presenta i manager Asl, ancora polemiche dal Pd

Sergio Martina, della Direzione regionale, sulla conferenza di presentazione dei nuovi direttori generali: "Con queste premesse, pare che continueranno ad essere la servitù dei mandarini regionali"

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BARI - Questa mattina il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, presenta insieme all'assessore alla Sanità, Tommaso Fiore, i nuovi direttori generali di cinque Asl pugliesi: Paola Ciannamea per Brindisi, Valdo Mellone a Lecce, Giovanni Gorgone per la Bat, Fabrizio Scattaglia per Taranto e Domenico Colasanto per Bari. La nomina dei manager è avvenuta al termine di un processo di selezione che, nelle intenzioni della Giunta, avrebbe salvaguardato il merito e le competenze ma rispetto al quale non sono mancate, e non mancano, le critiche anche di componenti interni della maggioranza.

Sergio Martina, componente della Direzione regionale del partito, vicino alla corrente di Area democratica, ha inviato un ironico quanto polemico comunicato sull'evento odierno, che farà invidia anche agli esponenti dell'opposizione in Consiglio regionale. "Siamo alle solite. Oggi i direttori generali ASL appena nominati perderanno un'intera giornata per andare a Bari, dove faranno corona al presidente Vendola e all'assessore Fiore i quali, in conferenza stampa appositamente convocata, si esibiranno in una sfilza di giaculatorie per vantarsi del presunto metodo rivoluzionario di nomina dei nuovi manager e per assicurare che con tali nomine hanno cominciato a risolvere i problemi della sanità regionale".
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"Sanno i cittadini pugliesi - prosegue Martina - quante giornate i direttori generali Asl e i manager sanitari di ogni tipo sono costretti a consumare per recarsi a Bari, alla regione Puglia, per prendere ordini da capi e capetti di ogni tipo? Eppure, per legge, i direttori generali Asl dovrebbero avere autonomia imprenditoriale, ma quando mai. Con queste premesse pare, invece, che i nuovi direttori generali debbano continuare ad essere, come i vecchi, la servitù dei mandarini regionali. Ecco ci vorrebbe un gesto semplice e concreto di rottura col passato. I direttori generali appena nominati, per rispetto di se stessi e per le gravose responsabilità loro affidate, dovrebbero dire a chi li ha precettati oggi a Bari: "Mi dispiace non poter essere presente, ma ci sono problemi assai più impellenti e gravi cui pensare".

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