Gasdotto: Vendola querela Grillo. Il leader del M5S: “Su Tap ha fatto finta di niente”

Il governatore reagisce con un'azione giudiziaria all'attacco del leader del movimento, ieri a Melendugno. La Regione Puglia, con i suoi organi tecnici, ha per due volte espresso parere negativo. E proporrà un approdo alternativo a quello di San Foca

@TM News/Infophoto

LECCE – La prima conseguenza della “marcia” su Melendugno è una querela. Quella che il presidente della Regione, Nichi Vendola, ha dato mandato ai suoi legali di preparare, ritenendosi calunniato dalle parole pronunciate in piazza Pertini da Beppe Grillo.

Il leader del M5S ha accusato il governatore di non aver fatto di concreto nella vicenda del gasdotto e di aver costretto centinaia di cittadini, con la sua indolenza, alla manifestazione di ieri che ha visto un corteo di attivisti del movimento provenienti da tutta la provincia e non solo e della variegata galassia del fronte No Tap percorrere gli otto chilometri che separano località San Basilio (San Foca), punto di approdo nel progetto di Tap, e il comune amministrato dal sindaco Marco Potì.

La Regione Puglia, che per due volte ha espresso parere negativo sul progetto del gasdotto, vedendosi di recente smentita dalla decisione del ministero dell’Ambiente, è ora intenzionata a proporre una soluzione alternativa a San Foca in sede di conferenza Stato-Regione. E comunque a non dare il proprio assenso sull’ipotesi originaria.

Sono in molti a pensare che un approdo nel Brindisino sia la via d’uscita migliore: d’altra parte così facendo sarebbe molto più facile collegare il tubo fino alla rete di distribuzione di Snam, a Mesagne. Perché se c’è una cosa che viene più o meno taciuta nella discussione generale è che la soluzione di San Foca imporrebbe la costruzione di un metanodotto a terra per oltre 50 chilometri. L’obiezione principale di Tap, ma anche degli esponenti del governo che ritengono l’opera fondamentale per gli interessi italiani ed europei, è che per una soluzione diversa da quella di San Foca imporrebbe la partenza di un nuovo iter e quindi il prolungamento dei tempi. Che di fatto, però, verrebbero recuperati con un percorso molto più breve fino all’allaccio con Snam in caso di approdo sulla costa brindisina.

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Ieri, intanto, in Azerbaijan sono stati formalmente avviati i lavori del lungo gasdotto – il cosiddetto Corridoio Sud - di cui Tap è solo la parte conclusiva, dal confine greco-turco all’Italia. Non è volato a Baku il premier Matteo Renzi, ma il vice ministro allo Sviluppo economico Caludio De Vincenti che, nel dicembre scorso, era stato a Lecce per partecipare al processo di consultazione pubblica sull’opera promosso dalla Regione Puglia. 

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