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Vendola ha deciso: "Resto in Puglia fino al termine della legislatura"

Annunciata la volontà di rimanere alla guida della regione fino alla scadenza del mandato: "Continuiamo per il bene di questa terra". Fitto: "È la sua sconfitta politica". In Parlamento potrebbe entrare la salentina Pellizzari

LECCE - Nessun ribaltone, nessuno scossone: Nichi Vendola resterà presidente della Puglia fino al termine del suo mandato. Così ha deciso, dopo qualche giorno di riflessione e probabilmente pungolato dall'occupazione dell'aula regionale da parte dei consiglieri di opposizione. Una scelta che dovrebbe chiudere un percorso non immune da alcune contraddizioni evidenti, in cui Vendola era caduto, dopo l'elezione plebiscitaria del 2010.

Il governatore resterà al comando della regione fino alla scadenza naturale del mandato, comunicandolo in prima persona ai cronisti: "Abbiamo bisogno di stare saldamente al timone di questa nave che è la Puglia – ha evidenziato – e continueremo a provare a risollevarla, a fare del bene a questa terra, a sentirne davvero tutte le pene e a provare di corrispondere con politiche pubbliche che forse dovremmo soltanto propagandare e raccontare meglio”.

Vendola ha precisato l'esistenza di problemi da affrontare subito, dalle giovani generazioni al mondo del lavoro: "Il quadro assolutamente confuso, caotico, che vi è nella politica nazionale è tale che – ha aggiunto – mette molto a rischio, in una fase così drammatica di crisi, i territori, le regioni e i comuni". Ci sarebbe, dunque, bisogno di rinsaldare il modello di "governo partecipato". Ma, nel frattempo, si rende necessario un rimpasto di giunta, visto che tre membri della giunta approderanno in Parlamento, ossia Nicola Fratoianni, Michele Pelillo e Dario Stefàno. Possibile anche la sostituzione di Maria Campese, candidatasi alla Camera con Rivoluzione Civile.

"La decisione di Vendola di restare Presidente della Puglia fino a fine legislatura, dimostra il fallimento dell'alleanza di sinistra che vorrebbe governare il Paese e di fatto anticipa le conclusioni di Bersani: non vi è alcuna possibilità di formare un governo di sinistra perché non ci credono neanche loro e questa decisione ne è la conferma". È questo il commento di Raffaele Fitto all'Ansa, alla luce delle dichiarazioni del governatore pugliese.

L'ex ministro sottolinea come Vendola di fatto sia stato "obbligato a decidere subito" grazie alle "sollecitazioni" dell'opposizione regionale di centrodestra e alla loro occupazione: "Ma è evidente - chiarisce - che mentre per noi è un successo politico l'aver ottenuto una risposta, per Vendola e la sinistra è l'ammissione di un doppio fallimento politico: quello nazionale di non riuscire a formare il governo e quello locale, con il timore della sinistra di perdere anche le elezioni regionali se si fosse andati ora a votare per la Regione".

Si dice convinto Fitto che il ciclo della sinistra al timone della Puglia sia di fatto concluso, anche se resta ancora un biennio prima della naturale scadenza della legislatura. Intanto, per la serie di combinazioni che potrebbero scaturite dal conteggio dei posti per il Parlamento a disposizione di Sel e con la rinuncia di Vendola potrebbero aprirsi le porte della Camera dei Deputati per la salentina Sonia Pellizzari.

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