Vendola si dimette da deputato: "Contro me strumentale campagna di stampa"

Il governatore pugliese formalizza l'atto con cui lascia la Camera, dopo aver annunciato in campagna elettorale l'intenzione di non sovrapporre incarichi. Ma, nelle sue dichiarazioni, si toglie qualche sassolino dalla scarpa

Nichi Vendola

Roma - Nichi Vendola sceglie di dimettersi da deputato e di formalizzare l'atto con cui abbandonerà la Camera. Non lo fa con animo sereno, visto che grida alla "campagna strumentale di stampa" contro la sua persona, ma, almeno lui, risparmia la parola "golpe". Prima delle elezioni politiche, del resto, il governatore pugliese aveva annunciato la propria intenzione di non sovrapporre incarichi e di voler restare a comando della propria regione come scelta preferenziale, sebbene fossero stati numerosi i tentennamenti, rimasti, per la verità tali anche dopo il risultato del voto.

L'aveva annunciato, ma senza passare ai fatti. Non subito almeno. Poi quella conferenza stampa con cui aveva presentato una nuova giunta da "combattimento" e la volontà di rilanciare l'impegno amministrativo in Puglia, per completare la legislatura, sembravano nuovamente spazzare via dubbi e ragionamenti alternativi. Ma senza mai quel passaggio precisato più volte: anzi, spesso Vendola è comparso nelle settimane successive al voto, negli studi televisivi di ogni dove, ad argomentare di politica e governo nazionale. Sono passate altre settimane, insomma. Nero su bianco la decisione è stata formalizzata solo oggi, dopo un colloquio con il leader del Pd, Pierluigi Bersani.

C'è chi dice non sia stata una scelta del tutto spontanea, ma in qualche modo consigliata dagli alleati. C'è chi non crede alla coerenza. Ma sono "se" e "ma" che esulano dai fatti. E i fatti dicono che Vendola, comunque sia, si dimette. "Mi sto recando a Montecitorio - ha spiegato all'Ansa - per formalizzare un atto che già esiste: già in campagna elettorale avevo detto che intendevo restare governatore e vado a formalizzare questo atto”.

Il continuo rimandare questa scelta a data da destinarsi aveva causato a Vendola duri attacchi del centrodestra. Ora, ad onor di cronaca, seppur con incarichi diversi, anche su quel versante ci sono neo deputati e senatori che continuano ad occupare la doppia poltrona. E chissà se seguiranno lo stesso esempio, scegliendo tra Roma e la Puglia.

Oggi Vendola si rivolge proprio a quanti hanno fomentato quella che definisce la “strumentale campagna di stampa che mi riguarda”, evidenziando come, da parte sua, non ci sia mai stata "nessuna possibilità di sovrapposizione dei ruoli nè alcuna somma di emolumenti".

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“Se pur dopo 45 giorni dalle elezioni politiche ed sotto l’incalzare di un sbigottita opinione pubblica, il presidente Vendola ha finalmente messo la parola fine ad un insostenibile tira e molla che rischiava di tenere la Puglia in uno stato di insostenibile precarietà". Commenta così il consigliere regionale Pdl, Saverio Congedo, che aggiunge: "L’auspicio è che ora il Governatore di Puglia torni ad occuparsi ed a confrontarsi con la realtà concreta di una Regione che sta duramente pagando, forse più di altre realtà, gli effetti di una pesante crisi impietosamente testimoniata da tutti i rapporti e le analisi (per ultimo quello Istat) sullo stato della economia, della occupazione, della società pugliese. Una condizione drammaticamente lontana da quell’immaginario 'modello Puglia' sul quale Vendola ha puntato, stra-perdendo la partita elettorale, che non consente ulteriori tatticismi e tergiversazione di chicchessia".

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