Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Venti di tempesta in casa Sanitaservice. E’ di nuovo sciopero per il monte ore

Il sindacato Usb organizza la manifestazione di lunedì 18. Irrisolto il nodo dell'affidamento formale dei servizi svolti dal personale della società in house, fino all'arrotondamento del monte ore. Vertenza 118 verso lo sblocco

LECCE – Niente illusioni, niente fumo negli occhi e zero chiacchiere. Con queste parole il sindacato Usb, nel corso dell’ennesima assemblea presso la palazzina della direzione generale della Asl, vuole rinsaldare i ranghi dei suoi iscritti. In vista dello sciopero di lunedì 18 febbraio dei dipendenti di Sanitaservice che vedrà i lavoratori rompere le fila del presidio che persiste in via Miglietta, per animare le vie del centro cittadino, da piazza Sant’Oronzo fino alla prefettura.

All’interno della società in house, nessuno intende arretrare di un passo rispetto al raggiungimento di obiettivi procrastinati nel tempo: innanzitutto l’aumento del monte orario per i lavoratori “internalizzati” a più tornate, a partire dal lontano maggio 2010. Poi l’organizzazione delle mansioni con una guida salda e sicura al timone di Sanitaservice: il dimissionario Luigi De Santis, infatti, non è ancora stato sostituito con un nuovo manager. E, a detta del referente Gianni Palazzo, da troppo tempo “regna il caos”.

La vicenda è nota, ma incontro dopo incontro, le risposte si stanno facendo attendere. L’ultimo vertice di Bari, alla presenza dei sindacati, dell’assessore regionale alla Sanità, Ettore Attolini e del numero uno della Asl di Lecce, Valdo Mellone, si è concluso con un’apertura sui temi caldi della protesta. Ma, ancora, zero risultati.

Anzi, in quella sede, spiegano gli esponenti di Usb, i dirigenti avrebbero chiesto di conciliare le posizioni, cominciano dal rimuovere un presidio permanente che sta diventando “scomodo”. E sovraffollato. Considerato che il primo piano di via Miglietta è stato occupato anche dai dipendenti del servizio emergenza-urgenza 118 delle due ditte, Ikebana e Meleleo che hanno in gestione 5 postazioni salentine.

Questi ultimi attendevano il passaggio nelle fila di Sanitaservice a partire dal 1° febbraio. Ma l’iter si è improvvisamente interrotto per volontà del governo regionale. “La sospensiva del 23 gennaio con cui si è decretato lo stop è immotivata e i responsabili sanitari lo hanno riconosciuto. – avvisa Palazzo – Ora la direzione generale della Asl ha inoltrato una comunicazione in Regione. E’ questione di ore e dal governo barese dovrebbe arrivare l’atteso via libera”.

Per una vertenza che sembra avviata verso la soluzione auspicata dai lavoratori, ne rimane in piedi un’altra. Tutta interna alla gestione della società in house che, a detta di Usb, non si sarebbe decisa a risolvere in via definitiva i suoi annosi problemi. Il processo di internalizzazione, voluto con le unghie e con i denti da alcuni dipendenti di ditte esterne che non hanno mai mollato la presa, pur di passare alle dirette dipendenze dell’azienda sanitaria locale, incespica su alcuni ostacoli.

usb - assemblea presidio 005-2Lo stesso innalzamento del monte orario, non sembrerebbe un’operazione troppo complicata per il sindacato che ha fatto un po’ di calcoli sulle ore “residue” da spalmare sull’intera platea dei dipendenti. Durante l’ultimo vertice sindacale con il direttore Mellone, si sono identificate 1140 ore disponibili. Cui si potrebbero sommare quelle ricavate dal personale entrato in pensione nel 2012 e quelle derivanti dall’affidamento “formale” di servizi extra. Mansioni che, insiste Usb, i lavoratori comunque svolgono, pur senza un’integrazione in busta paga e lo stigma dell’ufficialità.

Usb si dice convinta che già da subito si potrebbe aumentare il monte orario del 50 percento, rispetto al fabbisogno complessivo di 6000 ore, necessario per strappare un contratto full time. “Basti pensare che esiste una delibera della Asl per l’apertura di una procedura negoziata di 50 mila euro, relativa alle operazioni di pitturazione di 4 androni delle scale dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce – spiega Palazzo – Invece di ricorrere ad un affidamento esterno, Sanitaservice dispone di personale a sufficienza per ricoprire anche questa mansione”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Venti di tempesta in casa Sanitaservice. E’ di nuovo sciopero per il monte ore

LeccePrima è in caricamento