Vertenza Mps, “due pesi e due misure”. L’ennesima denuncia dei lavoratori

Gli ex dipendenti della banca da tempo denunciano una "illegittima" cessione alla società Fruendo srl. Dito puntato contro sindacati: "In Bnl hanno agito, invece, a tutela dei lavoratori". L'ultima speranza, spiegano, è nell'intervento chiarificatore della magistratura

Un'immagine di una precedente protesta

LECCE – Non si arrendono gli ex dipendenti della filiale leccese della banca Monte dei Paschi di Siena, esternalizzati, a loro dire “illegittimamente” nella società Fruendo Srl. Questa volta la mira dei lavoratori si è spostata sulle organizzazioni sindacali: “Come mai – chiedono in una nota inviata a mezzo stampa - gli stessi sindacati che hanno firmato l’accordo con Mps, senza alcuna garanzia occupazionale,  ne hanno firmato uno di tutt’altro genere in Bnl Gruppo Bnp Paribas?”.

E’ di qualche giorno, infatti, la notizia dell’accordo siglato all’interno della Banca nazionale del lavoro finalizzato a tutelare 2mila lavoratori assorbiti nella newco “Business partner Italia”, partecipata al 90 percento dalla stessa Bnl. “A differenza degli ex dipendenti di banca Mps, però, i sindacati questa volta hanno tutelato i lavoratori, riconoscendo importanti garanzie come il reintegro in caso di future tensioni occupazionali – si legge ancora - . Garanzie completamente negate a noi”.

I lavoratori denunciano un presunto comportamento discriminatorio, peraltro “privo di spiegazioni”.  “Cosa hanno voluto nascondere con l’operazione Mps- Fruendo  i dirigenti della banca, Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, con la complicità dei vertici dei sindacati Fabi, Fiba Cisl, Ugl e Uilca, firmatari dell’accordo dannoso per il futuro dei giovani lavoratori? – proseguono gli ex dipendenti -. Forse l’unica vera ragione era e rimane sempre la stessa: demandare a terzi il gravoso onere del licenziamento, con l’avallo delle parti sociali che avrebbero dovuto, invece, tutelare i lavoratori”.

Gli ex dipendenti  di banca Mps asseriscono di intravedere un futuro  sempre più incerto “a causa della crisi profonda che attanaglia il gruppo Mps, il cui destino sembra segnato”. “Monte dei Paschi di Siena ogni anno continua a perdere miliardi di euro, tanto che lo Stato italiano è stato obbligato a prendere una quota del capitale sociale pari al 10 percento poiché la banca non è in grado di onorare i debiti contratti. In un altro  Paese, civile e democratico, avrebbero già dovuto portare i libri contabili in tribunale”, tuonano i lavoratori.

La società Fruendo, secondo gli interessati, esisterebbe sul mercato “esclusivamente grazie alla commessa ed alle infrastrutture tecnologiche di banca Mps, senza alcuna indipendenza ed autonomia funzionale, come in maniera subdola e falsa hanno invece dichiarato i sindacati nell’accordo, col solo intento di scoraggiare i lavoratori ad intentare causa”. Ma senza riuscirci: in corso vi sarebbero, infatti, oltre 700 vertenze.

I lavoratori non possono far altro che rimettersi nella mano di quella magistratura che, con le ultime sentenze della Corte di cassazione, “continua a condannare operazioni simili da parte delle aziende, avendone compreso i veri ed unici obiettivi: sbarazzarsi subdolamente dei propri dipendenti”.

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“Ed è per questo che siamo sono convinti che, in base agli elementi oggettivi presentati nelle vertenze in corso da noti studi legali, in tutt’Italia, da Milano a Lecce, i giudici non potranno fare altro che prendere atto della grave ingiustizia subita”, conclude la nota stampa.

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