Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

Via Brenta, il day after è scontro sui meriti

Per D'Autilia, della maggioranza, la risoluzione del caso si deve alla perseveranza del sindaco Paolo Perrone. Ma per Rotundo, capo dell'opposizione, il centrodestra dovrebbe scusarsi con la città

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LECCE - Con il riconoscimento della nullità del contratto di leasing, le casse comunali saranno ritemprate di 7 milioni di euro. L'accordo fra il sindaco Paolo Perrone ed i vertici della Selmabipiemme è arrivato ieri pomeriggio, al termine di un braccio di ferro in cui il primo cittadino è apparso inflessibile nella posizione. La querelle, come noto, riguarda i palazzi di via Brenta, sede di aule del tribunale civile, su cui pende la scura della Procura per una serie di supposti illeciti. Mentre la macchina giudiziaria va avanti, sembra chiudersi comunque un capitolo sul ristoro del Comune, dissanguato da un'operazione a dir poco nefasta. Ed il day after, manco a dirlo, è quello delle analisi politiche e delle attribuzioni di meriti. Con qualche immancabile screzio.

D'Autilia: "Via Brenta, la vittoria del sindaco"

"La città di Lecce può finalmente tirare un sospiro di sollievo e sentirsi alleggerita di un macigno che pesava fortemente sugli equilibri economici dell'ente", commenta oggi il consigliere comunale di maggioranza, Damiano D'Autilia. "Bisogna ora dare merito al traguardo raggiunto dal sindaco che, imperterrito, non ha mai abbandonato la strada della risoluzione di un malaffare che ha rischiato di portare sull'orlo del dissesto il Comune di Lecce. Stabiliti gli indiscutibili elementi per il riconoscimento di nullità del contratto di leasing e alla luce della restituzione dei canoni pagati in questi anni, da parte del ministero di Grazia e Giustizia, l'amministrazione comunale è in grado di riprendere la sua attività ordinaria, potendo ristabilire il costo zero per l'affitto degli uffici".

"Il recupero di quanto perduto - aggiunge -, che potrebbe ammontare a circa 10 milioni di euro, non può che giovare al benessere delle casse comunali, oltre che, essere utile a ristabilire il principio della trasparenza e della condotta cristallina. Mentre le indagini della Procura facevano il loro corso, parallelamente, il primo cittadino ha concentrato i suoi sforzi per ripristinare l'immagine di una città, inevitabilmente macchiata dalla nube oscura di un affare sconsiderato. Perché, come si è soliti dire - aggiunge D'Autilia -, il capitano non abbandona mai la sua nave, anche nei momenti di grande difficoltà, quando tutti cercano di trovare una via di fuga. Oggi, sui fatti di via Brenta, godiamo del pieno sostegno espresso dalla minoranza a Paolo Perrone".

"Mi auguro che tutti abbiano la sensibilità politica di riconoscere la vittoria personale del sindaco che, in solitudine, ha saputo essere irremovibile e fare luce su una vicenda torbida e dagli innumerevoli lati oscuri. L'auspicio è che, nelle questioni che interessano la comunità, la sintonia d'intenti possa essere raggiunta subito e senza sterili polemiche. Eliminato il fardello, si apre un nuovo capitolo per i leccesi guidati da un'amministrazione attenta e meritevole di intervenire con lungimiranza sugli azzardi ereditati dal passato", conclude.

Rotundo: "Riconoscere i meriti del centrosinistra"

Ovviamente, voci si sollevano anche dalla mionoranza, e a parlare, questa volta, è il capo dell'opposizione, Antonio Rotundo. "Ora che la vicenda del leasing di via Brenta sembra chiudersi nell'unico modo possibile, essendo stata di fatto riconosciuta la nullità del contratto anche dalla stessa Selmabipiemme, con un minimo di onestà intellettuale si dovrebbe riconoscere il merito della posizione di netta opposizione avuta dal centrosinistra sin dalla sottoscrizione di quel contratto capestro, che abbiamo denunciato da subito definendolo la storia di uno scandalo annunciato".

"La verità - dice ancora Rotundo - è che quella degli uffici giudiziari di via Brenta non è, come qualcuno vorrebbe farci credere, un'operazione politicamente orfana, essa ha un nome e un cognome: si tratta infatti di una vicenda emblematica di come la Poli ha governato la città e di come dieci anni di governo della destra leccese hanno disastrato le casse comunali fino a portarle al possibile dissesto. A quella scelta dai banchi dell'opposizione ci si è opposti fermamente, i primi interventi di Benincasa, Salvemini e Torricelli risalgono a cinque anni fa - aggiunge - e se chi governava Palazzo Carafa, Perrone compreso, non avesse girato la testa dall'altra parte, le cose sarebbero andate diversamente".

"Rivendico questo - spiega Rotundo - per elementari ragioni di trasparenza e di correttezza verso la città. Perché non si può continuare a fare trasformismo politico e tentare di confondere l'opinione pubblica. Per queste ragioni, coerentemente a quanto da noi più volte ribadito in tutti questi anni, quando dopo un lungo silenzio lo stesso Perrone, qualche mese fa, si è dovuto render conto che quel contratto di leasing era una scelta scellerata e da annullare era normale per noi schierarci a sostegno della sua iniziativa. Ma di questo si è trattato, non si possono cambiare le carte in tavola; per questo il centrodestra cittadino - conclude - che è stato politicamente responsabile di quella scelta forse oggi dovrebbe chiedere scusa alla città".

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