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Via Rapolla, nessun reato: caso archiviato dal gip

Il gip del Tribunale di Lecce Gallo archivia il fascicolo sul caso che aveva innescato polemiche nell'ultima campagna elettorale e non solo. Perrone, all'epoca assessore, non avrebbe fatto pressioni

LECCE - Il gip del Tribunale di Lecce Giovanni Gallo ha archiviato il fascicolo sui presunti abusi d'ufficio riguardanti i lotti di via Rapolla, che vedevano al centro il sindaco Paolo Perrone, all'epoca dei fatti assessore ai Lavori pubblici. Risale al febbraio del 2007 l'esposto presentato alla Procura della Repubblica di Lecce sul piano di lottizzazione convenzionato in zona C4 (dove sorge, appunto, via Rapolla, cioè la zona residenziale alle spalle dello stadio "Via del Mare) presentato dal maresciallo Giovanni Tamborrino (nelle vesti di comune cittadino, Ndr), che denunciava Perrone di aver esercitato un'influenza (che sarebbe stata, dunque, illecita) sui funzionari e dirigenti dell'Ufficio tecnico per autorizzare le opere di urbanizzazione secondaria a carico dell'amministrazione comunale, piuttosto che - come sostenuto da Tamborrino - a carico dei titolari della lottizzazione.

Nella denuncia si chiedeva di "verificare se lo stesso piano fosse conforme alle leggi e alle norme di attuazione del piano regolatore e se fosse legittimo realizzare nel suddetto lotto opere di fognatura nera a carico del Comune". Ma nell'ordinanza, depositata il 30 marzo, il gip, sottolineando come i reati, quand'anche esistenti, sarebbero comunque soggetti a prescrizione, ritiene non vi sia alcun "accordo criminoso tra i dirigenti dell'Ufficio tecnico e l'assessore Paolo Perrone, diretto a favorire quest'ultimo e di suoi parenti", aggiungendo che "non c'è prova che l'assessore Perrone abbia avuto qualche influenza sui funzionari e sui dirigenti dell'Ufficio tecnico del Comune di Lecce". Il pm titolare del fascicolo aveva affidato una consulenza tecnica all'ingegner Antonio Vernaleone, il quale ha "escluso la sussistenza di elementi di contrarietà della convenzione di lottizzazione".

L'ordinanza di archiviazione del gip confermerebbe peraltro quanto stabilito dal Tar di Lecce. I giudici amministrativi avevano già respinto la fondatezza delle pretese di una ricorrente, Maria Antonietta Tondi, il cui procuratore speciale è sempre il maresciallo Tamborrino. Soddisfatto l'attuale primo cittadino, che dice: "Non avevo dubbi. Sono sempre stato sereno perché sapevo bene che si trattava di accuse infondate. Piuttosto, resta gravissimo il fatto che Maniglio abbia strumentalizzato tale questione in piena campagna elettorale per le amministrative del 2007 dando la stura anche ai pesanti attacchi politici da parte di Italia dei valori".

Il consigliere regionale del Pd Antonio Maniglio, infatti, nel corso dell'ultima campagna elettorale, attaccò di petto Perrone, su questa vicenda. Che innescò tutta una serie di polemiche, riprese anche da Italia dei valori. Tanto che Perrone ha chiesto un risarcimento danni al coordinatore regionale del partito che fa capo ad Antonio Di Pietro, il deputato Pierfelice Zazzera ed il coordinatore provinciale Francesco D'Agata.

(Per una ricostruzione di alcune fasi più recenti della vicenda: http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=17250, http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=17257, http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=17280

http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=18300
http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=18331).

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