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Video | Dopo i toni accesi dell'ultimo consiglio le polemiche proseguono

Le immagini nel video si riferiscono al 22 febbraio, durante il confronto in aula che ha preceduto la giornata di ieri, in cui è mancato il numero per le dimissioni.

 

Oggi il dibattito continua. Sulla questione dell’assegnazione del premio di maggioranza l’ex sindaco Paolo Perrone interviene per chiarire la posizione già espressa in aula, dopo un intervento dell'Anm. "Ribadisco innanzitutto di aver espresso un giudizio tecnico sull’operato della commissione elettorale che ho dedotto, come tanti, dalla semplice interpretazione della legge che sul punto risulta essere molto chiara. Le ragioni per cui non ho condiviso il verdetto della commissione, peraltro, sono le stesse per le quali le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato lo hanno poi bocciato".

"Rispetto invece al concetto che Salvemini “sapesse” dell’attribuzione al centrosinistra del premio di maggioranza prima dello stesso verdetto della commissione - puntualizza ancora Perrone - devo specificare che si tratta di una valutazione squisitamente politica. Valutazione non casuale, perché io, come tutti, abbiamo letto il post su facebook di Carlo Salvemini dello scorso primo luglio (abbondantemente ripreso dai mezzi di informazione) nel quale dice testualmente a proposito della volontà di offrire la presidenza del Consiglio a Mauro Giliberti “… è una scelta che annuncio prima della proclamazione degli eletti in consiglio comunale che lascia intatta - nonostante quel che tanti immaginano ed annunciano - l'assegnazione del premio di maggioranza alla mia coalizione” (qui il link)". 

"Sulla base di queste parole, come ho fatto già nei mesi scorsi, ho stigmatizzato in Consiglio il fatto non che Salvemini conoscesse in anticipo il verdetto della commissione, ma che volesse far intendere alla città di avere comunque una maggioranza in virtù della già acquisita “convergenza” di qualche consigliere non eletto nel centrosinistra. Salvemini “sapeva” di avere una maggioranza, non il verdetto della commissione. Ciò grazie alle trame intessute da Salvemini e da Delli Noci in quelle convulse giornate i cui effetti evidentemente sono arrivati sino ai nostri giorni, come dimostra il fatto che il centrodestra non sia compatto e non sia riuscito a raccogliere le firme di tutti per le dimissioni e lo scioglimento del Consiglio".

"Rivendico il senso del mio intervento in aula - conclude - e mi rendo conto con profondo rammarico che le letture emerse in queste ore, anche autorevoli, sono figlie della interpretazione volutamente sbagliata data da Carlo Salvemini, che sa perfettamente di doversi togliere dall’imbarazzo che gli elettori leccesi scoprano a giorni il frutto degli accordi sottobanco stipulati per assicurarsi la permanenza a Palazzo Carafa”.

Il gruppo del Pd sostiene invece con convinzione l'iniziativa di Salvemini. "Faremo di tutto perché la città non torni indietro e abbia una giunta in grado di governare stabilmente, in grado cioè di dare risposte alle tante questioni irrisolte che non possono essere ulteriomemte rinviate, perché penalizzerebbero pesantemente lo sviluppo della città", dice Antonio Rotundo.

"Mi riferisco innanzitutto al nuovo Pug, al Piano comunale delle coste, al Piano urbano della mobilità sostenibile, al Piano del Commercio, e mi fermo qui ma l'elenco potrebbe continuare. Perrone e i suoi ex assessori lavorano invece per l'arrivo del commissario prefettizio mostrando così se c'è ne fosse ancora bisogno come il loro vero  obiettivo sia la rivincita politica e non gli interessi della citta di cui in verita non si sono mai effettivamente occupati".

"Chi sostiene infatti che il commissario prefettizio è una soluzione utile per la citta è in palese malafede e con cinismo la condanna per oltre un anno alla paralisi politico-amministrativo unicamente con l'obiettivo di riproporsi alla sua guida.  È innegabile ed evidente a tutti che fondamentali strumenti di programmazione di cui la città ha estremo bisogno non potranno essere approvati da un Commissario Prefettizio senza un indirizzo politico del Consiglio comunale e senza legittimazione popolare". 

"Deve essere chiaro allora che la linea irresponsabile di Perrone e dei suoi ex assessori porta allo stallo della citta e che con loro nessun confronto è  possibile;  siamo interessati al contrario a dialogare e ad avviare un confronto alla luce del sole con liste civiche e consiglieri estranei e non compromessi nella gestione fallimentare delle giunte Perrone".

"D'altronde lo spettacolo offerto in aula l'altroieri e la farsa delle dimissioni di ieri hanno mostrato chiaramente che questa classe dirigente non ha più nulla da dire a questa città", continua Rotuno. 

"Tocca quindi a noi dare una prospettiva alla città ed aprire una discussione per verificare sui contenuti la possibilità di una maggioranza disponibile a condividere un percorso comune non per tirare a campare, ma per un governo per l'intero mandato, convinti che per fare le scelte che ci attendono non servono maggioranze occasionali ne' il voto di volta in volta su singoli provvedimenti. Questo è il banco di prova che ci attende, questa è la sfida a cui sono chiamate le forze che avvertono la responsabilità di questo difficile passaggio della nostra città, questo l'obiettivo che ci vedra impegnati nelle prossime settimane perché non ci vogliamo arrendere all'idea di consegnare la città ad un lungo commissariamento".  

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