Torre Veneri, sopralluogo dei parlamentari: "Accelerare sul piano di caratterizzazione"

La commissione bicamerale sui rifiuti nel poligono. Ravvisata la necessità di portare a termine le analisi per valutare il livello di rischio ambientale

TORRE VENERI (Lecce) – “Abbiamo preso l’impegno di supportare la richiesta di aver maggior frequenza negli interventi di pulizia e in più chiederemo al ministero di accelerare sul piano di caratterizzazione perché è una questione che non vale solo per i siti militari: dalle attività di analisi ai primi interventi, passano anche dieci, dodici anni. Tutti i siti pugliesi sono messi in questa condizione, un po’ per la normativa che è complessa, un po’ perché lo è la materia, un po’ perché gli enti preposti sono lenti”.

Sono parole di Alessandro Bratti, presidente della “Commissione bicamerale d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlate” che  ha voluto inserire anche l’area militare di Torre Veneri, a due passi dal borgo di Frigole, nel programma della visita in Puglia. Questa mattina è stato effettuato il sopralluogo.

“Abbiamo aperto un’indagine sulle bonifiche dei siti militari – ha dichiarato Bratti ai cronisti  – e poiché siamo in Puglia per un approfondimento sui siti di interessa nazionale, abbiamo aggiunto anche questo poligono perché si tratta di aree particolari, sia dal punto di vista normativo in quanto regolate da leggi specifiche sugli inquinanti, sia perché si realizzano attività potenzialmente impattanti. Abbiamo iniziato con un’audizione del ministro Pinotti che ci ha presentato il quadro generale della situazione”.

Della delegazione della commissione che è attesa anche a Brindisi, Taranto, Foggia e Manfredonia fanno parte anche il vice presidente, Stefano Vignaroli del Movimento 5 Stelle, e altri cinque componenti, i senatori Pietro Iurlaro (Ala), Bartolomeo Pepe (Grandi Autonomie e Libertà) e Laura Puppato (Pd), le deputate Miriam Cominelli (Pd) e Renata Polverini (Pdl). Ad accogliere la pattuglia parlamentare vi era il comandante della base, il generale di brigata Fulvio Poli.

IMG_0856-3Nel corso del sopralluogo, durato circa tre ore, nelle varie zone di addestramento a terra, i commissari hanno preso atto dei dati forniti dal comando militare, quelli già noti:in alcuni punti, otto per la precisione, la concentrazione di piombo e rame supera i limiti consentiti. Per quanto riguarda lo specchio d’acqua antistante il presidente si è limitato a riportare quanto gli è stato riferito: “Ci hanno detto che a mare vengono fatte pulizie periodiche e che negli ultimi dieci anni vi è stato un crollo del numero delle esercitazioni perché sono aumentate le attività coi simulatori. Che i proiettili sparati ora vengono rimossi subito, ma che qui ci si esercita dal 1914 per cui in mare c’è del materiale che è rimasto e attorno al quale magari si è costituita una certa biocenosi (specie animali e vegetali in un ecosistema dalle caratteristiche stabili, ndr)”.

Di recente la Regione Puglia ha annunciato il suo diniego alla valutazione di incidenza ambientale, una procedura necessaria (e che non era mai stata seguita) perché si tratta di un sito di interesse comunitario (sia a terra che a mare). Alla base della bocciatura, tra l'altro, una scarsa attenzione rilevata dei tecnici della Regione nei confronti dell'impatto delle esercitazioni sull'ambiente marino. Del poligono si è interessata anche la magistratura leccese con un'inchiesta poi archivata per getto incontrollato di rifiuti. 

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La commissione, ha precisato il suo presidente prima di congedarsi dal Salento, ha colto “la grande volontà di apertura e di confronto: il generale ci ha chiesto più volte sostegno nel dialogo con la cittadinanza e le associazioni, ha in mente un piano per la fruibilità dell’area”.

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