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Visita di Ferragosto: Casini a Borgo San Nicola

Anche quest'anno i parlamentari visiteranno le carceri italiane. Sovraffollamento e carenza di personale rendono gli istituti invivibili. La rassegnazione dei sindacati: "Senza mezzi né fondi"

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LECCE - Domani, anche a Lecce, come in Puglia e nel resto dell'Italia, i parlamentari entreranno nelle carceri per la consueta visita di Ferragosto. Un rituale che si ripete ma che, a quanto pare, non incanta nessuno, a partire dai principali sindacati di polizia penitenziaria. Anche perché non ha portato ad alcun miglioramento delle condizioni di vita negli istituti di pena del paese.

Sono diverse le cause che determinano il sovraffollamento, il vero nodo da sciogliere nella direzione di una "civiltà penitenziaria": prima fra tutte, la presenza di immigrati colpevoli di clandestinità e di tossicodipendenti. Queste due categorie sommano insieme una fetta considerevole del totale delle persone detenute in Italia mentre quelle in attesa di giudizio sono circa il 40 per cento. In questo momento ci sono circa 67 mila detenuti, 23 mila oltre la capienza ufficiale.

Un problema sempre più drammatico, il sovraffollamento. La condanna dell'Europa.

Nel luglio del 2006, per fronteggiare questa perenne emergenza che porta all'esasperazione il personale penitenziario e a standard di vita dei detenuti ben al di sotto della soglia minima della decenza, il parlamento ha votato trasversalmente l'indulto, che poi però è stato da molti onorevoli pubblicamente disconosciuto davanti ai mal di pancia dell'elettorato giustizialista. E' chiaro, tuttavia come la soluzione del problema non possa venire da un provvedimento una tantum. Nel frattempo si annunciano supercarceri per terra e per mare, ma di denari da investire nell'edilizia penitenziaria non ce ne sono. E così si assiste, di anno in anno, ad una girandola di idee e proposte che non trovano alcuna concreta attuazione. Da ultimo, il neo ministro della giustizia, Nitto Palma si è dichiarato favorevole ad una depenalizzazione dei reati minori.

Nelle carceri italiane si vive male, talvolta con casi di trattamenti inumani e degradanti, e non si lavora meglio. Questo è l'unico fatto. Lo ha detto la Corte europea dei diritti dell'uomo in maniera netta nell'estate del 2009, lo ha ripetuto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano in un convegno a fine luglio organizzato dai Radicali italiani che meritoriamente e coerentemente conducono una battaglia spesso solitaria e quasi sempre taciuta da tutti gli organi di informazione. In queste ore, ad esempio, è in atto uno sciopero della fame e della sete con quasi duemila adesioni, tra le quali quelle di tanti direttori di penitenziari, di cui nessuno parla.

La Puglia è la regione italiana con la maggiore eccedenza, pari a circa l'80 per cento del totale. Nel carcere di Borgo San Nicola, per non andare troppo lontano, il numero di detenuti è pari al doppio del consentito. Se ne renderà conto domani Pierferdinando Casini quando varcherà le soglie del carcere di Lecce, accogliendo l'invito del partito di Marco Pannella che da tre anni organizza il "Ferragosto in carcere": "Sento il bisogno di ringraziare i Radicali Italiani e Marco Pannella dal quale mi dividono tante cose, ma a cui devo onestamente riconoscere una grande coerenza e passione civile, su questa e altre battaglie", ha scritto il leader dell'Udc sulla sua pagina Facebook.

La rabbia dei sindacati. Per l'Osapp "una via crucis della visite guidate".

Cosa troverà Casini a Borgo San Nicola? In qualche modo lo anticipa il segretario regionale di categoria dell'Ugl, Vincenzo Lamonaca: "Come ogni anno ci sarà il personale intento al proprio lavoro e con l'ulteriore preoccupazione di rendere almeno presentabile, con gli inesistenti mezzi a disposizione e finanche senza fondi per l'acquisto di prodotti per le pulizie (vedasi la relazione del presidente della Corte dei Conti al convegno organizzato al Senato a fine luglio), una realtà che di dignitoso ormai ha soltanto l'attaccamento al lavoro di chi ogni giorno vi opera".

La polizia penitenziaria registra una carenza di organico di circa 8 mila unità, a fronte delle 45 mila previste dall'ultimo decreto, quello del 2001, ricorda Domenico Mastrulli, vice segretario nazionale dell'Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria che non esita a definire come "una via crucis delle visite guidate" l'iniziativa ferragostana. Il numero due dell'Osapp ha ribadito come il problema d'insufficienza di organico si possa in parte ovviare facendo rientrare negli istituti il personale impiegato in servizi aggiuntivi, dalle scorte all'impiego nelle operazioni contro la criminalità.

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