Visita di Salvini: bene per Fsp, ma Usb contesta e diserta il tavolo come Cgil

Da un lato richiesti tempi rapidi per la nuova Questura e più personale. Dall'altro, l'arrivo ritenuto soltanto propaganda

LECCE – Uno dei temi alla ribalta in questi giorni, durante la visita del ministro dell’Interno Matteo Salvini, è stata la divergenza di posizioni fra sigle sindacali circa la firma del Patto per la sicurezza. E non solo la Cgil, come aveva anticipato il giorno precedente, ha disertato il tavolo,  ritenendo l’arrivo del vicepremier una passerella elettorale e sostenendo che fosse più corretto appore la sigla davanti a un primo cittadino eletto, ma anche Usb ha declinato l’invito del prefetto, Maria Teresa Cucinotta.

Chi, invece, ha voluto far sentire la sua presenza, è stato il sindacato Fsp di polizia, che, attraverso il suo segretario regionale, Giuseppe Galati, ha fatto sapere di ritenere questa visita una buona occasione per un confronto. Fsp, come altre sigle sindacali del settore, ha voluto illustrare quelle che sono le principali urgenze a Lecce e in provincia. Come la carenza di personale e di mezzi in tutti gli uffici di polizia e l’età media avanzata di molti operatori.

Al ministro è stata anche richiesta garanzia che la nuova sede della Questura, che sorgerà in via Lodi, sia realizzata in tempi brevi. Nell’occasione, è stata anche espressa solidarietà per quanto avvenuto nei giorni scorsi, quando alcuni soggetti, in piazza Sant’Oronzo, hanno gettato per terra un gazebo allestito dai giovani della Lega, colpendo anche una ragazza, non ancora maggiorenne, che ha avuto necessità di cure sanitarie. “La violenza non ha giustificazioni”, ha commentato Galati, secondo il quale l’incontro si è rivelato, nel complesso, proficuo: Salvini si è reso disponibile a trovare soluzioni, circa le richieste avanzate..

Tornando a Usb, invece, la segreteria regionale e quella locale, hanno motivato la loro assenza con la propria posizione, distante da quelle “politiche e propagandistiche del ministro dell’Interno”. Secondo Usb, agendo nel solco del suo predecessore, Marco Minniti, anche Salvini starebbe portando avanti una “persecuzione dei soggetti più deboli e in difficoltà”. Il sindacato condanna quindi “la criminalizzazione dei migranti”, “la riduzione degli spazi per una effettiva regolarizzazione e un profondo inasprimento delle pene e delle sanzioni per chi osa protestare e rivendicare i propri diritti di essere umano”.

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Dura la posizione del sindacato anche su altri versanti, contestando daspo urbani, uso dei Taser, la politica degli sgomberi, il ripristino del reato di blocco stradale e quello che ritiene un inasprimento delle attività di vigilanza durante cortei e manifestazioni e una censura della libertà di espressione, con la rimozione di cartelloni e striscioni. Usb, infine, rileva scarsa attenzione, proprio nel protocollo, sul fronte della tutela del lavoro e lo contro lo sfruttamento, di cui i braccanti agricoli sono l'esmpio più lampante.

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