Vita da pendolari nel Salento: proteste per i disagi sulle linee Fse

Studenti e famiglie in rivolta, minacciano azioni eclatanti per assicurare un servizio di trasporto pubblico efficiente. Palese (Pdl) chiede l'intervento del prefetto di Lecce

Un convoglio delle Fse

LECCE – “La storia delle Ferrovie del Sud Est, dalla loro nascita nel 1931 al giorno d'oggi, racconta attraverso l'evoluzione di una azienda che viaggia di pari passo con la crescita del paese Italia”: così l’azienda di trasporto pubblico descrive se stessa e la propria mission sul sito istituzionale. Ma nel Salento i pendolari, più o meno giovani, e gli studenti soprattutto, dagli inizi di settembre hanno cominciato a raccontare una storia diversa, fatta di presunti, ripetuti disagi e disservizi sulle tratte ferroviarie, che non risparmiano neppure il servizio offerto su gomma. Niente di stupefacente in un Paese in cui il sistema di trasporto pubblico è perennemente nell’occhio del ciclone. Ma nella provincia di Lecce i problemi maggiori sembrano ricadere sulle spalle dei pendolari i cui spostamenti quotidiani sarebbero complicati da ritardi, imprevisti legati all’avaria dei treni ed incidenti. La tratta nel mirino degli studenti negli ultimi giorni, in particolare, è quella che collega Martina Franca a Lecce.

Tra le varie segnalazioni giunte nelle redazioni vi è quella di una ragazza  che, al pari di molti altri, avrebbe acquistato un biglietto per poi scoprire, solo successivamente, che il treno su quel percorso era stato soppresso. Dopo aver atteso l’arrivo del convoglio successivo fino alle ore 14.31, giunto con un quarto d’ora di ritardo, si sarebbe ritrovata a bordo di un treno “piccolo, vecchio, sporco e decisamente sovraffollato”. Poi il caos, che si sarebbe scatenato in vista del cambio di treno deputato a completare la tratta Lecce-Martina Franca: l’autrice della segnalazione sostiene di non essere stata avvisata e, insieme ad altre, e di essersi conto di aver sbagliato strada soltanto quando il treno è ripartito in direzione opposta. E da quel momento ha dovuto attendere, alla fermata successiva, il treno successivo fino alle 16.30. Il resoconto è emblematico di una condizione di disagio che sta allarmando studenti e famiglie che, pur affidandosi ai servizi di Fse durante il periodo scolastico, si dicono costretti a ricorrere ai mezzi di trasporto privato per assicurare l’arrivo in classe dei figli senza ritardi e brutte sorprese.

Una situazione già vissuta in altri comuni della provincia dal giorno d’inizio del nuovo anno scolastico. A Tuglie infatti, come segnalato dal coordinamento comunale area popolare Ndc, sin dal 12 settembre si sarebbero registrate le prime carenze nel sistema di trasporto pubblico: “Gli studenti hanno provveduto a fare gli abbonamenti, regolarmente emessi, ma il treno mancava – si legge in una nota -. Su 6 giorni di abbonamento, dal 12 fino al 17 settembre, il servizio è stato effettuato solo 3 giorni. Ma nessuno aveva comunicato a Ferrovie Sud Est l’inizio della scuola in Puglia il 12 settembre?”.

I problemi sembrerebbero non finire qui. Ndc Tuglie ha anche denunciato il fatto che i ragazzi, persino durante la stagione estiva e con la pioggia, non potrebbero sostare nella sala d’attesa “pronta da tempo, ma regolarmente chiusa”. I nervi sono a fior di pelle al punto che l’Unione degli studenti (Uds) ha già minacciato proteste eclatanti: sit-in, manifestazioni e persino la stesura di una sorta di diario digitale destinato a raccogliere tutte le segnalazioni di presunti disservizi, problemi relativi alle condizioni igieniche e di sicurezza, ritardi e complicazioni che condizionerebbero la qualità del servizio. Intanto continua sul sito www.stiamodirittipuglia.wordpress.com la raccolta delle segnalazioni studentesche e la denuncia delle condizioni in cui è ricominciato l'anno scolastico: un primo passo verso la grande mobilitazione già convocata per il 7 ottobre.

La sollevazione dei ragazzi sembra avere tutte le carte in regola per diventare un nuovo caso politico. Sul problema è intervenuto, tanto per cominciare, il vicepresidente della commissione Bilancio della Camera, Rocco Palese: “È inaccettabile che a dieci giorni dall'inizio delle scuole non si sia ancora risolto il problema – scrive lui, sintetizzando l’indignazione generale -. Una situazione vergognosa, frutto della totale e decennale assenza di controlli da parte di Governo e Regione sull'andamento delle Ferrovie Sud Est dove, evidentemente, oltre a tutto ciò che emerge dalle cronache, sono mancati anche gli investimenti sul parco mezzi”.

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Palese ha voluto sollecitare il prefetto di Lecce e le forze dell'ordine a far subito un rapporto a Governo e Regione relativo allo stato attuale dei mezzi e sul numero di treni e bus che occorrono per garantire ai pendolari, e soprattutto agli studenti, il diritto allo studio ed alla mobilità. “Chiediamo che venga comunicato a Governo e Regione il fabbisogno di mezzi e che questi mezzi vengano reperiti in ogni modo possibile", conclude il vice presidente.

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