Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

Il tornado Trump stravolge gli Usa. Fitto: “Servono leader coraggiosi”

La clamorosa vittoria del candidato repubblicano contro Hillary Clinton alle elezioni presidenziali è al centro del dibattito mondiale

Trump dopo la vittoria (foto Ansa).

LECCE – Perché le elezioni presidenziali americane siano le più importanti al mondo non bisogna ripeterlo ogni volta. Tutto ciò che viene deciso nella Casa Bianca ha ripercussioni dirette e indirette sulla vita di ogni abitante del pianeta.

La clamorosa vittoria di Donald Trump, il candidato repubblicano che ha vinto contro tutti, a partire dall’establishment del partito (aveva contro anche la potentissima famiglia dei Bush), ha molte spiegazioni, ma la principale sin dalle prime ore pare essere questa: ha intercettato il malcontento diffuso di un ceto medio impoverito e impaurito, mentre Hillary Clinton non è riuscita a sfondare nemmeno tra i democratici e le significative minoranze che avrebbero dovuto spingerla oltre il traguardo.

Molti addetti ai lavori ritengono che Trump  sarà un isolazionista in politica estera, riservando gran parte dei suoi sforzi alle questioni interne: essenzialmente a ridare speranza e potere d’acquisto ai cittadini bianchi delle aree rurali e di quelle in fase di deindustrializzazione senza dimenticare il pugno di ferro sul tema dell’immigrazione (Rudolph Giuliani sarà al suo fianco) in chiave securitaria.

Ma qualsiasi posizione prenderà la nuova amministrazione a Washington anche su questioni apparentemente interne – rispetto a un trattato commerciale o alle emissioni nocive in atmosfera, per esempio -, è chiaro che essa avrà un effetto domino per il quale tutti gli altri paesi si regoleranno di conseguenza. 

E' dunque del tutto naturale che quella pagina comunque storica che è stata scritta nelle scorse ore nel paese più potente del mondo provochi commenti e reazioni a tutte le latitudini: l’Italia non sfugge alla regola. Tra i tanti esponenti impegnati in un giudizio sulla clamorosa vittoria del tycoon americano c’è anche Raffaele Fitto, leader dei Conservatori e Riformisti: “Siamo stati tra i pochissimi, qui in Italia, a non demonizzare Trump nei lunghi mesi di questa campagna elettorale: a cercare di capire, anziché giudicare e puntare il dito. Come con Brexit, le élites non capiscono più i popoli. Servono leader coraggiosi anche in Europa, che sappiano superare questo distacco insopportabile tra establishment e cittadini. L'America era, è e resta per noi il primo Paese alleato, un riferimento di libertà e democrazia. Diversamente da altri, per i quali questo è vero solo quando vince il candidato dei democratici”.

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