"Un milione di alberi di ulivo da febbraio". Rilanciata la sfida al divieto di impianto

Il comitato "Voce dell'ulivo" denuncia il rapido peggioramento della situazione nelle campagne salentine: il caldo estivo favorisce il disseccamento. Ma le indicazioni tassative dell'Unione Europea impediscono la sostituzione delle piante eppure alcune varietà si starebbero dimostrando resistenti

LECCE – Un milione di giovani alberi di ulivo contro il divieto all’impianto imposto dall’Unione Europea e recepito dal governo italiano. Il comitato “Voce dell’Ulivo”  rilancia la sfida e scalpita contro quella che definisce una sorta di inerzia della classe politica.

"Gli alberelli di ulivo – è spiegato in una nota - verranno acquistati dai vivai salentini e saremo pronti, nel periodo più propizio (febbraio 2016), a partire con un'operazione massiccia di impianto di ulivi, quasi al pari di un piano olivicolo nazionale".

Il comitato, nelle settimane scorse, ha fatto sapere dei segnali incoraggianti provenienti da migliaia di osservazioni condotte sul campo, e ora in attesa di un riscontro scientifico: le varietà di Leccino, Frantoio, Coratina, Pendolino, Bella di Cerignola e Cipressino, sarebbero tolleranti e forse anche resistenti al complessodisseccamento rapido e su questa premessa è stata chiesta la deroga al divieto. Per ora invano.

Intanto il tempo passa e, complice la calura estiva, la situazione sta peggiorando a vista d’occhio e il comitato che riunisce decine di aziende del comparto olivicolo si dice quindi pronto alla disobbedienza.

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Dopo la sospensione, per l’intervento del Tar del Lazio, del primo piano di intervento contro la diffusione della Xylella fastidiosa, batterio considerato la principale causa del disseccamento, si attende ora la versione aggiornata da parte del commissario Giuseppe Silletti: previste le eradicazioni e disposto l’uso di insetticidi almeno nella zona cuscinetto e di sorveglianza. 

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