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Voto di scambio? Il centrosinistra allerta prefetto

"A Gallipoli il voto di scambio è una minaccia concreta. Occorre alzare la guardia. Lo stato deve garantire il suo intervento". Il monito giunge dal centrosinistra salentino per la campagna elettorale

GALLIPOLI - "A Gallipoli il voto di scambio è una minaccia concreta. Occorre alzare la guardia. Lo stato deve garantire il suo intervento". Più che un monito è un allarme grave quello lanciato a più voci dagli esponenti politici del centrosinistra salentino indirizzato senza tanti giri di parole verso la campagna elettorale di Gallipoli. La preoccupazione è palpabile. Il grido d'allarme inquietante. Tanto è vero che sulla questione "calda" è stato già investito il prefetto Mario Tafaro, al quale è stato chiesto un incontro immediato. Il brutto e infamante accostamento del voto "sporco" torna quindi ad aleggiare sulla città bella, come purtroppo ormai avviene sovente ad ogni campagna e tornata elettorale che interessa il territorio. Che delusione! - è il commento laconico che per inciso si esprime scrivendo questo articolo. Ma tant'è. Dura presa di posizione del capogruppo Pd al Comune di Lecce candidato alle regionali, Antonio Rotundo che fa eco ai "sospetti" lanciati dalla terra gallipolina.

"È allarmante lo scenario politico che si palesa a Gallipoli" accusa Rotundo, "la cittadina ionica rischia seriamente di legare, ancora una volta, il suo nome all'infiltrazione mafiosa. A seguito dello spaccato emerso dal rapporto tra criminalità e politica, proprio i cittadini mi hanno rivelato, nel corso di un recente incontro, i propri timori in proposito. La presenza tangibile della longa manu di quella politica corrotta connessa al voto di scambio è una realtà pressante. Prova delle mie preoccupazioni sono le feroci polemiche che hanno seguito i recenti cambi di schieramento dei candidati gallipolini, sempre accompagnati da velate minacce e da retroscena più legati a interessi personali che alla politica. Il voto di scambio è una pratica illegale, che fa leva solo su ignoranza e miseria, e come tale dev'essere riconosciuta, denunciata e condannata. È necessario fare appello alle istituzioni preposte perché ciò avvenga. Nei prossimi giorni il Partito Democratico sottoporrà all'attenzione del prefetto tale questione, chiedendo con forza che vengano attivate tutte le iniziative possibili, finalizzate al contrasto di tali atti".

Iniziativa e allarme, confermati anche dal raggruppamento dei partiti del centrosinistra gallipolino. E infatti, Tommaso Scigliuzzo, candidato alle elezioni regionali nella lista Di Pietro-Italia dei Valori, nonché responsabile del circolo cittadino di Gallipoli, Luigi Natali, segretario cittadino del Partito Democratico di Gallipoli, Vitantonio Franco per il coordinamento cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà di Gallipoli, insieme alle segreterie provinciali dei rispettivi partiti chiedono un incontro urgente con il Prefetto di Lecce. Nell'occasione rappresenteranno al prefetto "il forte e condiviso timore che le imminenti elezioni regionali, nel territorio di Gallipoli, possano trasformarsi nel terreno fertile della vergognosa pratica del voto di scambio a pagamento, ed in un ulteriore avvicinamento di ambienti politici deviati alla criminalità organizzata. In nome della democrazia e della legalità, chiederanno al prefetto di rafforzare i controlli sul sistema delle affissioni e della distribuzione del materiale elettorale, sul reclutamento e la relativa retribuzione di centinaia di pseudo rappresentanti di lista, nonché la predisposizione di accertamenti di natura finanziaria sui movimenti di danaro legati alla campagna elettorale".

Il tutto mentre la campagna elettorale è già bella e avviata e venerdì 5 marzo alle 18,30 proprio il candidato del centrosinistra, Nichi Vendola sarà a Gallipoli, presso la Biblioteca Comunale di Sant'Angelo, nel centro storico della città bella, per un incontro pubblico con i pescatori, i lavoratori stabilizzati della sanità e tutta la cittadinanza.

Immediata la replica del Pdl con l'onorevole Vincenzo Barba

"Finalmente un punto di incontro con il centrosinistra e con i suoi candidati cittadini e provinciali. Siamo perfettamente d'accordo sulla necessità di accendere i riflettori della pubblica attenzione sui rischi del voto di scambio che, lungi dall'essere una pratica meramente gallipolina, trova breccia in tutte le latitudini del mondo, Salento compreso. Pertanto, al fine di evitare la demagogica e dannosa levata di scudi dal sapore vagamente elettoralistico, una levata di scudi alla quale non si dà seguito con l'attivazione di alcuna iniziativa realmente concreta tesa alla condanna di questa pessima pratica politica, tutti noi ci dichiariamo immediatamente favorevoli all'attivazione di un attento monitoraggio delle dinamiche cittadine.


Su due cose, tuttavia, occorre essere chiari da subito: Gallipoli non può essere offesa preventivamente da alcuno per ragioni di carattere elettorale con allarmismi inutili e pretestuosi. Il rischio del voto di scambio nella nostra città è pari a quello presente in tutti i comuni che vanno al voto per le elezioni comunali e per quelle regionali. Le vicende del nostro territorio e della nostra città hanno dimostrato che non c'è nessuno, e dico nessuno, che possa ritenersi "casto e puro" per definizione. Anzi? Chi fino ad ora si è ritenuto puro e lindo, sempre e soltanto per definizione, ha fatto delle figuracce a tutti i livelli sulle quali sin troppo si è taciuto. Ed il centrosinistra ne sa qualcosa".

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