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"Arginare il voto di scambio". M5S attiva un numero verde per i leccesi

Presentata l'iniziativa: le segnalazioni possono essere anche anonime. In caso di denuncia alle autorità, supporto legale gratuito

Da sinistra Buccarella, Valente e De Lorenzis

LECCE – Un numero verde per denunciare il voto di scambio. La proposta del Movimento 5 Stelle è rivolta a tutti gli elettori leccesi che potranno segnalare, anche in forma anonima, casi di promesse o di dazione di denaro o beni in cambio della preferenza.

I volontari del movimento, dalle 9 fino alle 20.30, risponderanno tutti i giorni alle chiamate al numero 800 625 037: l’iter prevede un incontro presso uno studio legale per verificare le circostanze ed eventualmente procedere alla denuncia alle autorità, con assistenza gratuita.

L’iniziativa è stata presentata dal senatore Maurizio Buccarella, dal deputato Diego De Lorenzis e dal candidato sindaco, Fabio Valente, che ha invito i suoi concorrenti a sostenere la battaglia per un voto libero e consapevole.

“Si ha oramai la percezione che il voto di scambio non sia un reato, nonostante preveda una pena fino a un massimo di quattro anni di reclusione”, ha spiegato Buccarella che ha puntato l’indice contro quella pratica ampiamente utilizzata di ricorrere alla figura del rappresentante di lista per occultare lo scambio tra denaro e voto (non solo della persona direttamente coinvolta, ma anche della famiglia e di qualche amico).

Diego De Lorenzis ha sottolineato come non ci sia reale democrazia senza un voto espresso liberamente e ha ricordato come nelle file del centrodestra siano candidati numerosi esponenti di primo piano che risultano iscritti nel registro degli indagati dalla procura della Repubblica: dal sindaco uscente, Paolo Perrone agli assessori Nunzia Brandi, Damiano D’Autilia, Attilio Monosi, Luca Pasqualini (tra gli altri, nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione delle case popolari).

Durante la conferenza stampa presso il comitato elettorale in via Imperatore Adriano è stata ricordata l’illegalità diffusa, e praticamente mai sanzionata, che consiste nell’affissione abusiva dei manifesti o nell’utilizzo delle cosiddette “vele” – plance su mezzi mobili – che non possono in nessun caso diventare postazioni fisse. 

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