Vincolo sui terreni colpiti da xylella, Abaterusso spiega le ragioni del no

Il giorno la bocciatura in commissione dell'emendamento proposto da Blasi, le voci dissidenti della maggioranza escono allo scoperto chiarendo la propria posizione

Ernesto Abaterusso.

LECCE – La bocciatura dell’emendamento proposto da Sergio Blasi (Pd) per il vincolo dei terreni colpiti dal batterio della xylella e o dal complesso del disseccamento rapido dell’olivo, oltre a provocare la ferma reazione del proponente, ha innescato la presa di posizione di chi, come Mario Pendinelli, ha votato contro pur facendo parte della medesima maggioranza di centrosinistra, e di chi ha comunque un’opinione contraria a quella dell’ex segretario regionale, pur appartenendo allo stesso partito.

Tra questi un altro consigliere salentino, Ernesto Abaterusso: “Lo voglio dire con chiarezza: la proposta di Blasi è un imbroglio colossale e pieno di demagogia perché non aggiunge né toglie nulla alla normativa vigente. Il richiamo alla disciplina che colpisce le aree colpite da incendi è del tutto privo di senso: chiunque sia in buona fede capisce che quella disciplina ha una funzione di prevenzione rispetto a possibili azioni volontarie di soggetti interessati alla speculazione, situazione che nulla, ma proprio nulla ha a che vedere con gli agricoltori oggi colpiti da un evento naturale che ancora non si sa bene come contrastare efficacemente”.

“L'unica proposta seria – sostiene Abaterusso - è quella di vietare il cambio di destinazione d'uso dei terreni interessati attraverso deroghe e varianti agli strumenti urbanistici vigenti, che a quel punto sarebbero ad personam. Per il resto la programmazione del territorio è dettata dal Piano Paesaggistico Territoriale Regionale a cui i comuni debbono attenersi, pena la bocciatura dei piani urbanistici presentati in Regione”.

Nel precisare il suo punto di vista, l’ex deputato sa di andare in direzione contraria rispetto alla voce del capogruppo, Michele Mazzarano, che ha auspicato l’approvazione in consiglio regionale: I regolamenti democratici e istituzionali – ricorda Abaterusso - parlano chiaro: se una proposta viene bocciata in Commissione non va in Consiglio, dove peraltro è stata già bocciata, ma viene dichiarata morta. Se la Presidenza del Consiglio dovesse intraprendere una strada diversa io, per la prima volta, chiederò al gruppo di poter votare contro e motiverò in aula la mia scelta. Declinerò così ogni possibile responsabilità per i danni arrecati agli agricoltori della mia provincia.

Il giorno successivo al discusso voto in commissione, Mario Pendinelli espone le linee del suo ragionamento: “Nel corso del mio intervento ho avversato la proposta perché intendo difendere gli alberi scampati alla xylella: paradossalmente la legge li mettere a rischio poiché su di loro si focalizzerebbe l’attenzione di chi avesse in mente di proporre iniziative da insediare su aree agricole. Quindi coloro che hanno un terreno con ulivi sani potrebbero chiedere la variante urbanistica ed eventualmente toccare o abbattere gli ulivi, mentre coloro che hanno una campagna colpita dalla xylella si ritroverebbero con un vincolo sopraggiunto. Oltre al danno la beffa”.

Per l’esponente della lista Emiliano Sindaco di Puglia “esistono tante possibili soluzioni che cito solo a scopo provocatorio: estendiamo a tutti gli ulivi il valore dato oggi ai soli alberi monumentali, vincolando così tutti gli uliveti oppure ribaltiamo la proposta presentata e inibiamo le varianti urbanistiche su quei terreni dove gli ulivi sono sani”.

Andrea Caroppo, consigliere di Forza Italia, mette in guardia il governatore: ““Emiliano non pensi di poter propinare al Consiglio regionale, strumentalizzandolo, la stessa legge ‘beffa’ per gli agricoltori per ricompattare la sua maggioranza.  L’approvazione di questa proposta di legge aggiungerebbe la beffa al danno patito dal mondo agricolo: il divieto di edificare solo sui terreni colpiti dal flagello, per un lasso di tempo rilevantissimo, costituirebbe un’incomprensibile disparità di trattamento tra proprietari. Una questione inaccettabile, un’idea intrisa solo di demagogia e propaganda contro la proprietà privata e la libertà di iniziativa economica”.

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Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato del Pd Salvatore Capone: "Mi auguro che con più serenità il tema possa essere affrontato nelle prossime settimane in Consiglio lungo due ordini di motivi: l’agricoltura e l’olivicoltura salentina non possono soccombere alla xylella, nessuno di noi può ignorare che se la Puglia e il Salento sono riusciti in questi anni a rafforzare il profilo turistico e il segmento dell’accoglienza con cifre da record, questo è dovuto in larghissima parte proprio alla eccezionale bellezza del suo paesaggio e della sua natura, al mix unico di paesaggio agricolo e accoglienza.  E’ dovere di noi tutti, in ogni snodo della filiera istituzionale, tutelare e proteggere l’ambiente, rilanciare l’olivicoltura, farci guardiani del paesaggio”.

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