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Xylella fastidiosa: "La prossima settimana dichiarato lo stato di calamità"

Il deputato del Pd Capone ha incontrato il ministro Martina, il quale il 18 terrà anche un incontro con il suo omologo algerino in cui tratterà del blocco dell'importazione delle barbatelle. Borghezio, intanto, solleva la questione in Europa, mentre Congedo e Mazzei criticano la Regione: "E' immobile"

LECCE – La settimana prossima il Consiglio dei ministri potrebbe essere nelle condizioni di dichiarare lo stato di calamità naturale sul problema della xylella fastidiosa, il famigerato batterio che sta piagando gli ulivi del Salento, procedendo alla nomina di un commissario straordinario. Ad annunciarlo è Salvatore Capone, parlamentare leccese del Pd, che questa mattina ha incontrato il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina. 

Capone ha ritenuto necessario l’incontro, il secondo in poco tempo, “alla luce del blocco dell’acquisto di barbatelle da parte dell’Algeria” e “dell’aggravarsi drammatico della moria di piante d’ulivo, con il nuovo allarme lanciato dalle associazioni e dalle imprese”. 
Particolare è la vicenda che vede al centro la nazione nordafricana. Il 14 gennaio scorso la Direzione della protezione delle piante e del controllo tecnico del ministero dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale dell'Algeria, infatti, ha disposto la sospensione dell'importazione dall'Italia delle barbatelle di vite adducendo come motivo proprio la presenza del batterio xylella fastidiosa.

“Il blocco algerino alle importazioni delle nostre barbatelle da vite a causa della Xylella è ingiustificato – aveva dichiarato nei giorni scorso a tal proposito un altro esponente politico salentino, il senatore Dario Stefano di Sel, chiedendo un intervento urgente del governo italiano “per scongiurare un danno economico incalcolabile”. 

La misura adottata dal Paese del Maghreb, infatti, è avvenuta “nonostante il servizio fitosanitario della Regione Puglia abbia rilasciato, in seguito alle richieste di informazioni delle autorità algerine, l'attestazione di controllo  dei vegetali destinati all'esportazione, dopo gli opportuni monitoraggi ed ispezioni territoriali, riferendo dell'assenza di organismi di quarantena e della conformità ai requisiti fitosanitari in vigore nel Paese importatore”. 

Oggi, dunque (a parlare è nuovamente Capone) è stata necessaria “una verifica dello stato dell’arte e soprattutto per comprendere come impedire che la xylella si trasformi in un vero e proprio boomerang per l’intera agricoltura salentina”. Il deputato ritiene positivo l’esito dell’incontro, anche perché il 18 febbraio il ministro Martina incontrerà il suo omologo algerino, “assicurando il suo impegno anche sul problema barbatelle, ponendo la questione e soprattutto rassicurando sull’assoluta sicurezza dell’acquisto”. 

Sulla dichiarazione di calamità naturale, Capone ha poi sottolineato come questa produrrà “un impegno finanziario definito ad hoc”. E sul caso xylella in generale, ritiene che non si debba parlare di una vicenda squisitamente locale, quindi salentina, ma di un’emergenza nazionale, per cui è necessario “immaginare azioni di lungo periodo” e interessare della questione il “Piano olivicolo nazionale, soprattutto relativamente alla necessità di proseguire nel percorso di ricerca”. 

Intanto, l'eurodeputato dalle  Lega, Mario Borghezio, con un'interrogazione scritta, solleva in queste ore in Europa. "L’Efsa – scrive Borghezio - ha eseguito una valutazione del rischio fitosanitario e delle possibili misure di riduzione del rischio”, evidenziando che "la xylella fastidiosa ha interessato, nella Regione Puglia, centinaia di migliaia di piante di ulivo e la sua potenziale trasmissione ad altre realtà vegetali non mette al sicuro circa un possibile contagio europeo". A tale proposito, chiede dunque alla Commissione come intenda intervenire “sulle possibili speculazioni ingenerate da questi fenomeni” anche “considerato che è importante evitare fenomeni di psicosi che potrebbero ulteriormente mettere in difficoltà il comparto agricolo”.  

Infine, Borghezio intende sapere quale sia “lo stato di avanzamento del fenomeno di contagio e con quali concrete misure di sostegno agli ulivicoltori la Commissione intende sostenere il comparto attraverso fondi estranei al bilancio della Pac".

A Bari, intanto, il vice presidente vicario del gruppo Pdl-Fi Erio Congedo ha rivolto un’interrogazione alla giunta regionale per sapere a che punto siano gli interventi, anche alla luce degli impegni presi un mese e mezzo addietro e del fatto che la situazione stia peggiorando.

“Appare sempre più incomprensibile - fa notare - l’apatia con cui la Regione Puglia si muove sul problema della Xylella che ha colpito piante e alberi del Salento. Una sciagura di cui a Bari hanno preso coscienza molto tardi e di fronte alla quale hanno assunto sostanzialmente il ruolo di spettatori. Dopo la riunione di metà dicembre con l’assessore Fabrizio Nardoni, le organizzazioni agricole e i rappresentanti del distretto florovivaistico salentino, infatti, non sono più arrivate novità di sorta”. 

“Peraltro, la situazione - lamenta ancora Erio Congedo - sta peggiorando. Innanzitutto perché i contagi si allargano velocemente verso la provincia di Brindisi, poi perché lo stop delle importazioni delle barbatelle da parte dell’Algeria è il segnale chiaro del tunnel in cui si è infilato a questo punto l’export pugliese che deriva dai prodotti della nostra agricoltura, vittime logicamente della psicosi del contagio. E il terreno che le aziende stanno perdendo inciderà immediatamente e inevitabilmente sui bilanci delle stesse e sui quadri occupazionali”. 

A Congedo fa eco il suo compagno di partito, Luigi Mazzei, che rincara la dose: “La xylella continua indisturbata a devastare il Salento e la Giunta è in stato comatoso. Dobbiamo pensare che l’assessore Nardoni ritrovi la lucidità solo nel caso in cui l’infezione arrivi a Taranto e magari bussi anche a casa sua”. 

“Dovevano isolare il Salento, creando una zona cuscinetto per evitare l’espandersi dell’infezione, e non l’hanno fatto”, aggiunge. “Siamo in procedura d’infrazione comunitaria, col rischio di perdere altri finanziamenti, e nulla si muove. I vivaisti sono stati beffardamente presi in giro, dimenticati, dopo i ripetuti solleciti e le promesse non mantenute. Nessun ristoro per loro e per gli agricoltori. Tradotto: per questa sinistra, la xylella è un fantasma”. 

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