Xylella molto fastidiosa: il ministro Martina atteso in un clima tra diffidenza e diserzione

Domani l'incontro a Lecce con sindaci, ambientalisti e produttori. Ma il comitato Voce dell'Ulivo già annuncia la sua assenza con toni polemici. Intanto, Pd e Forza Italia continuano a ricamarci sopra la campagna elettorale. E il procuratore Motta alla radio ribadisce: "Sul tema tanta confusione"

Sopra, un'immagine di Luca Capoccia Photo. Sotto, il ministro Martina (@TM News/Infophoto).

LECCE – Non è certo un clima disteso quello che attende domani il ministro Maurizio Martina. Il caso Xylella Fastidiosa monta come un’onda in piena e sta provocando dibattiti sempre più animati, visioni diverse sulle soluzioni da adottare, molta confusione e, quel che è peggio, un danno economico che si estende forse più del contagio stesso provocato dal batterio agli ulivi, specialmente ora che il governo francese ha bloccato l’importazione di piante, con una decisione che secondo la Commissione europea, interpellata dall’Ansa, appare in linea con le norme comunitarie. Insomma, Xylella e molto, molto fastidiosa. 

Domani il titolare del dicastero alle Politiche agricole parteciperà prima a un vertice a Bari con il commissario per l’emergenza, il comandante del Corpo forestale pugliese, Giuseppe Silletti, poi sarà a Lecce per parlare con olivicoltori, ambientalisti e sindaci. Ma prospettive, visioni e attese sono molto diverse e già montano le polemiche, con il comitato spontaneo “Voce dell’Ulivo”, nato proprio in seno all’emergenza e che ha già portato avanti affollate iniziative e manifestazioni di piazza senza alcun segno politico sullo sfondo, che oggi fa sapere: “Pur confermando la nostra piena disponibilità a collaborare con il commissario delegato, riteniamo opportuno declinare l’invito all’incontro col ministro Martina, in quanto lo consideriamo una mera passerella”.

Le ragioni di questo gran rifiuto, pur avendo ricevuto formale convocazione, sono a monte. “Intanto la dichiarazione dello stato di calamità per le fitopatie, promessa dal signor ministro entro la fine del mese di marzo, ritenuta da noi di fondamentale importanza, rimane a tutt’oggi solo una promessa”, esordiscono. E già qui pottebbero chiudere, perché nella frase praticamente è raccolto l'intero pensiero di fondo. 

Per il comitato si tratta dunque solo un “incontro di facciata”. “Anziché dare la possibilità di un diretto confronto a chi, in questo preciso momento, ha direttamente l’onere del contenimento del complesso del disseccamento rapido dell’Ulivo – dicono -, si preferisce invitare tutti in unico incontro per, di fatto, non incontrare nessuno”.

Sempre dal comitato, aggiungono e concludono: “Ribadiamo al ministro, che in questa guerra senza precedenti, il peso della salvaguardia dell’ambiente, del territorio, della salute, dell’economia e delle generazioni future grava totalmente sulle già gracili spalle di noi agricoltori, che rappresentiamo appena il dieci per cento della popolazione del territorio, mentre il beneficio è a vantaggio dell’intera collettività”.

Non si placano nemmeno altre polemiche, quelle che fanno seguito alle dichiarazioni dei giorni scorsi dell’assessore regionale all’Agricoltura, Fabrizio Nardoni. “Minaccia di multare gli agricoltori che non hanno dato seguito agli adempimenti che aveva imposto. E all’assessore, per le sue gravissime inadempienze, chi lo multa?”, si chiede oggi il consigliere regionale di Forza Italia, Luigi Mazzei, che ancora una volta attacca Nardoni ritenendo che abbia assistito a braccia conserte all’espansione del batterio.

“Venga in Salento a spiegare perché, incomprensibilmente, non ha voluto sostenere la nostra proposta di ristoro ad agricoltori e vivaisti. Venga qui a parlare con gli agricoltori - incalza e a spiegare perché la Regione non è intervenuta quasi due anni fa, circoscrivendo la zona del focolaio a Gallipoli”.

infophoto_2015-04-07_193000687_low_p0002840226-2“Se lui avesse fatto il suo dovere di assessore, oggi la Xylella non sarebbe un fenomeno devastante. Se si fosse dimesso quando quindici consiglieri regionali hanno presentato una mozione di sfiducia forse avrebbe almeno salvato la faccia”. “Se in Puglia è emergenza Xylella, lo si deve solo a lui, a Vendola e ad Emiliano. Ora - conclude Mazzei - attendiamo che il ministro Martina  venga in Salento per rendersi conto dei danni procurati dall'inerzia regionale e dalla superficialità  del suo governo Renzi, che non ha mai compreso la gravità  della situazione e non ha mai alzato la voce con la Ue per difendere i nostri ulivi”.

Ernesto Abaturusso del Pd, candidato alle regionali, giudica dal canto suo positivamente la presenza del ministro a Lecce, ma precisa: “Forse bisognava muoversi prima e meglio”. “Mi chiedo, al pari di tanti cittadini salentini, e visto che le prime segnalazioni sulla Xylella fastidiosa sono del maggio 2013, se era proprio necessario che dovessero passare due anni prima di ospitare il ministro dell’Agricoltura”.

“Rimane il dubbio che se l’infezione fosse scattata non nel Sud Salento ma in Liguria o in Toscana – aggiunge - avremmo assistito a ben altra celerità. Guardiamo avanti, tuttavia. Se il piano Silletti deve essere parzialmente modificato, non lo deve dire la politica. Ricercatori e tecnici ci diano le risposte possibili, continuando ad ascoltare i coltivatori e le loro associazioni”.

“Questo è quello che faremo domani, a viso aperto, a Ugento portando tra gli agricoltori due personalità di rilievo come Massimo Paolucci e l’ex ministro Paolo De Castro, conclude. “Anche dal profondo sud della provincia di Lecce arriveranno idee e proposte per combattere la Xylella e ridare un futuro all’agricoltura salentina”.

Insomma, da ogni lato si guardi, la vicenda viene ovviamente in "soccorso" alla campagna elettorale in atto, e sta diventando fra i temi principali della discordia insieme alla Tap (e fa niente che le frittate siano ormai state fatte). E intanto, che vi sia confusione, lo ribadisce oggi anche il procuratore Cataldo Motta a Radio 1, durante la trasmissione “Voci del mattino”, che sul tema della Xylella Fastidiosa ha dichiarato: “Ci sono poche certezze scientifiche”.

“Temo che quando la scienza non abbia approfondito un problema – ha aggiunto - si possa correre il rischio della superficialità nell'intervento. E anche questo può essere un profilo da approfondire nel corso delle indagini”.

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E a tale proposito, Motta s’è chiesto: “Se per fermare il fenomeno bisogna sradicare le piante è certamente il caso di agire in fretta. Il problema è proprio questo: si devono sradicare?”. Ieri, proprio quel comitato “Voce dell’Ulivo” che domani ha preannunciato di disertare il tavolo con il ministro Martina, ha inviato in una lettera una serie di proposte di modifica al piano di Silletti. Fra queste, proprio la possibilità di sfrondare senza sradicare gli ulivi dal terreno. 

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