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"Xylella, viti non attaccate". E un embargo affosserebbe tutto il settore

La Regione vuole chiedere all’Efsa europea tempi rapidi per l’espressione del parere fitosanitario, partendo dal presupposto che i vitigni, secondo studi scientificamente testati, non sarebbero vittime del batterio killer. L'assessore Di Gioia risponde a un'interrogazione di Congedo

Foto di Antonio Quarta.

BARI – Xylella Fastidiosa e impatto sul settore vivaistico e, in particolare, sulla vite: è questa una delle tante preoccupazioni che toccano da vicino il Salento, perché, come ben noto, i problemi correlati alla diffusione del batterio non riguardano solo gli ulivi, ma più specie vegetali. Ma a quanto pare, non i vitigni. E allora, forte è il timore che un embargo prolungato abbia effetti nefasti anche su questo settore portante dell’economica locale.

L’assessore regionale all’agricoltura, Leo Di Gioia, ha risposto in proposito a un’interrogazione del consigliere Erio Congedo di Oltre con Fitto, condividendo in pieno l'allarme. Per questo motivo, insieme al presidente Michele Emiliano, ha inviato una nota al commissario europeo Vytenis Andriukaitis e al ministro Maurizio Martina. L'obiettivo è arrivare a chiedere a Bruxelles un’anticipazione dei tempi per l’espressione del parere fitosanitario.

L’assessore, a tale proposito, ha specificato che i rilievi testati scientificamente dimostrerebbero la certezza totale che il batterio non attecchisce sulla vite. Per questo, bisogna fare in modo che l’Efsa europea si pronunci in tempi radidi, o i danni sarebbero incalcolabibili. Domani, in sede di conferenza degli assessori regionali all’agricoltura, l’assessore Di Gioia cercherà di formulare un ordine del giorno da portare ai presidenti e arrivare ad anticipare i tempi per evitare conseguenze ancora più gravi per il settore.

Congedo esprime apprezzamento per l'interessamento di Emiliano e Di Gioia nei confronti del settore viti-vivaistico, "che rischia il collasso”. “Nei giorni scorsi - ricorda - avevamo acceso i riflettori su una vertenza che sta mettendo in ginocchio un comparto che sviluppa 20 milioni di euro l'anno e garantisce 70mila giornate lavorative e che rischia di chiudere i battenti a causa di una decisione assunta dalla Commissione europea qualche mese addietro,quando è stato posto un embargo su alcune specie vegetali sensibili al batterio Xylella che sta attaccando i nostri ulivi, ma fortunatamente non la vite, come dimostrano studi scientifici del Cnr e del Dipartimento di scienze del suolo, della pianta e degli alimenti dell’Università di Bari”.

Tutto ciò mentre negli ultimi giorni gli olivicoltori della provincia di Brindisi che hanno ricevuito notifica dei decreti di eradicazione degli ulivi infetti si stanno coalizzando per un'azione legale collettiva che serva proprio a bloccare i provvedimenti. In particolare, la zona di Torchiarolo è fra le più colpite, insieme a quella limitrofa di Trepuzzi, dove il provvedimento riguarda ben 833 piante .

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