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Pranzo di Ferragosto, delicato ritratto della senilità

Il film rivelazione dell'ultima Mostra del cinema di Venezia, è la prima pellicola dietro la macchina da presa di Gianni Di Gregorio. E' tratto da un fatto realmente accaduto al regista

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"Pranzo di Ferragosto"
Regia di Gianni Di Gregorio. Con Gianni Di Gregorio, Valeria de Franciscis, Marina Cacciotti, Maria Cali, Grazia Cesarini Sforza, Alfonso Santagata, Luigi Marchetti.
Genere: commedia
Durata: 75 minuti
Produzione: Italia

"Pranzo di ferragosto", film rivelazione dell'ultima Mostra del cinema di Venezia, è la prima pellicola dietro la macchina da presa di Gianni Di Gregorio (già sceneggiatore di "Gomorra"), il quale, prendendo spunto da un fatto a lui realmente accaduto, scrive, dirige e interpreta, con un budget ridotto, un film di rara delicatezza. La storia è quella di Gianni (Gianni Di Gregorio), un celibe di mezz'età, che vive insieme all'anziana madre (Valeria de Franciscis) in un palazzo nel centro di Roma. Un tempo agiata, la loro vita scorre, adesso, tra ristrettezze economiche e sacrifici, un'esistenza in cui anche le spese condominiali rappresentano un serio problema.

Alla vigilia di un afoso Ferragosto si presenta alla loro porta l'amministratore del palazzo (Alfonso Santagata), per la riscossione delle somme dovute. Alla manifesta impossibilità di pagare, l'amministratore di condominio propone a Gianni un affare: l'estinzione di tutti i debiti condominiali in cambio del favore di ospitargli, per il Ferragosto, l'anziana madre, in modo che lui possa partire per le ferie insieme alla famiglia. Dopo qualche iniziale reticenza, il buon Gianni accetta, senza immaginare che le vecchiette da accudire per sopraggiunti motivi, si moltiplicheranno. Le vere protagoniste di questo film sono proprio le anziane signore, tutte attrici non professioniste per la prima volta sullo schermo, catturate dal bravo Di Gregorio nella loro spontaneità.

"Pranzo di Ferragosto" è un ritratto ben riuscito della senilità, un film che rappresenta, con ottimo humour e una spruzzata di amarezza, la vita quando è più vicina al suo capolinea. La vecchiaia è certamente un tempo molto triste, una condizione in cui i momenti più lieti diventano quelli in cui si ricorda il passato. Questo film, però, ci mostra anche quanta vitalità, quanti desideri, quante piccole vanità si possano ancora celare dentro un corpo invecchiato, una pellicola tenera e divertente, lontana dai temi più facili e accattivanti che riesce, però, a far riflettere lo spettatore, senza retorica e falsi buonismi. Troppo spesso parcheggiati o del tutto abbandonati, i nostri anziani sono un patrimonio da tutelare e conservare con cura e rispetto, nella consapevolezza che la vecchiaia è una stagione necessaria, tappa obbligata per la maggior parte di noi, prima della fermata finale.

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