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Foto di repertorio

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"Affidare il servizio di 118 a Sanitaservice": Usb insiste con la Regione Puglia

Le postazioni salentine sono gestite da ditte esterne e da associazioni di volontariato. Il sindacato di base reclama l'assuzione diretta degli operatori nelle società in house

LECCE – Internalizzare immediatamente i lavoratori delle postazioni del 118: è la richiesta, pressante, di Usb alla Regione Puglia. Il sindacato di base è tornato sul punto dopo che “la crisi scatenata dal Covid-19 ha messo in evidenza tutte le storture e le criticità del sistema”.

Nel Salento, infatti, le postazioni del Pronto soccorso di Otranto, Casarano, Gallipoli, Ugento e Scorrano sono gestite da ditte esterne. Ciascuna dispone di circa 10 unità, tra soccorritori e autististi. Usb ritiene che la Asl di Lecce potrebbe, e dovrebbe, far rientrare subito questi operatori sotto l'ala della propria società in house. E che non ci sarebbero impedimenti formali all'operazione.

Un discorso a parte è quello delle altre postazioni salentine che sono affidate a numerose associazioni di volontariato. In questo caso, autisti e soccorritori sono impiegati come volontari: “Abbiamo già evidenziato l'anomalia di questa situazione – ha precisato il segretario provinciale Usb, Gianni Palazzo - perché gli operatori vengono retribuiti attraverso un rimborso spese, o benzina, o come ristoro, pur svolgendo un lavoro equivalente a quello dei professionisti”.

“Ciò non vuol dire che i volontari non siano preparati. Anzi. Parliamo di lavoratori altamente qualificati, ma il rapporto di lavoro non convince – ha aggiunto Palazzo -.  Questi lavoratori spesso non hanno altri redditi e a loro rivolgiamo il nostro più sincero ringraziamento per il grande impegno e per l’eccezionale servizio svolto in questi mesi di emergenza. E’ giunta quindi l’ora di dire basta allo sfruttamento dei lavoratori del 118. Ricordiamo che ogni postazione impiega circa 10 o 15 unità, ma le associazione tendono sempre ad allargare la platea dei volontari”.

Usb ritiene che il servizio del 118 in Puglia debba essere gestito da persone che hanno un rapporto di lavoro diretto con le società in house delle varie Asl, anziché lasciarlo nelle mani di ditte esterne e associazioni di volontariato.

I sindacalisti hanno ribadito la loro posizione durante l'ultimo incontro tenuto con il governatore Michele Emiliano il 29 maggio a Bari: in quell'occasione è stato consegnato un documento con le rivendicazioni sul modello di salute basato sui principi costituzionali della solidarietà.

“Un modello nettamente opposto a quello attuale caratterizzato dai tagli alla spesa - ha precisato il sindacalista -. La Regione, che sembra intenzionata a compiere questo passo, dovrebbe fare un investimento di 20 o 30 milioni di euro per le internalizzazioni, e poi procedere a stilare una graduatoria con punteggio per i volontari”.

Il sindacato incontrerà i vertici del governo pugliese il 10 giugno per mettere nuovamente al centro del confronto il tema dell’internalizzazione degli operatori sanitari del 118.

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