Mercoledì, 16 Giugno 2021
Salute

Asl e sindacati allarmati per l'assistenza ai disabili. Richiesto vertice in Provincia

I segretari hanno incontrato il direttore Narracci dopo le proteste dei genitori: Oss e ausiliari insufficienti nelle scuole del distretto di Nardò. Ma il problema è provinciale

Foto di repertorio

LECCE - Tutti a rapporto da Narracci per affrontare il nodo dell’integrazione scolastica, ovvero dell’assistenza garantita agli alunni di tutti gli istituti scolastici che presentano diversi livelli di disabilità e non sono del tutto autosufficienti.

Un problema che si ripropone ogni anno, a causa dell’esiguità del personale inviato dagli Ambiti sociali di zona e integrato dagli ausiliari della Asl che svolgono, di fatto, mansioni parificate a quelle di un Oss. Questa mattina i segretari provinciali di Cgil, Cisl, Uil, Fsi e Fials si sono riuniti presso la direzione generale di via Miglietta a Lecce, insieme al direttore Ottavio Narracci, per sciogliere i nodi del servizio.

Il punto di partenza è proprio l'Ambito di Nardò che presenta le più gravi carenze di personale:  a Nardò, infatti, nei giorni scorsi si è acceso il focolaio della protesta dei genitori. Fino all’anno scorso, infatti, il servizio nelle scuole del distretto  era garantito da 24 operatori socio sanitari delle cooperative, assoldate dall’Ambito di zona per i progetti dell’integrazione scolastica e integrate dagli ausiliari della Asl.

La campanella per il nuovo anno scolastico è suonata oggi, ma a scuola mancano gli assistenti per i ragazzi disabili. L’Ambito ha pronto il bando per l’assegnazione del servizio che, però, partirà dal 1° ottobre e scadrà il 31 maggio. Gli Oss arriveranno nelle scuole tra 2 settimane circa.

"La scuola però, intanto è iniziata, tra le proteste e le lamentale dei genitori dei ragazzi che, in alcuni casi, hanno deciso di non portare i figli in classe e tenerli a casa, per assisterli nelle loro funzioni essenziali, alimentazione compresa”, ha spiegato Floriano Polimeno, sindacalista Fp Cgil a margine dell’incontro. Questa falla a Nardò è stata tamponata dalla Asl che ha inviato i propri ausiliari, ma il disagio permane.  

“Il problema riguarda tutto il territorio provinciale perché la Regione ha ridotto le proprie risorse trasferite agli Ambiti di zona – aggiunge il segretario Cgil -.  Il bando di Nardò, peraltro, prevede una sforbiciata del monte ore degli Oss, impiegati per sole 3 ore al giorno. Si è ridotto anche il numero del personale e il rapporto ora è di 1 a 5: quindi ci sarà un solo Oss per 5 ragazzi diversamente abili mentre fino all’anno scorso il rapporto era di 1 a 1”. La riduzione dei trasferimenti regionali colpisce indiscriminatamente tutti gli Ambiti che intanto procedono con l’affidamento del servizio in regime di proroga o stanno procedendo ad espletare i bandi pubblici.

La situazione, avverte il referente Cgil, è davvero drammatica: “Ho discusso dei disagi con i vari responsabili dell’Ambito di zona che si trincerano dietro le leggi regionali e spiegano di non poter incrementare il monte ore per non gravare sulle risorse dell’Ambito. Questo è un cane che si morde la coda e per risolvere l’impasse ho chiesto un incontro urgente in Provincia, alla presenza di tutte le istituzioni coinvolte presenti, quindi sindacati, Asl e ambiti territoriali”.

“Il problema non riguarda l’assetto organizzativo della Asl che continua a garantire la forza in carico per l’assistenza: i nostri sforzi non esauriscono tutte le esigenze dei disabili nelle scuole, perché gli oneri principali del servizio ricadono sulle tasche degli Ambiti di zona – ha puntualizzato il direttore Narracci -. Solo la nostra Asl, su scala regionale, garantisce mediante personale da lei pagato un servizio di accompagnamento dei minori per l’integrazione scolastica, impiegando circa 250 lavoratori nei 10 ambiti territoriali. L’anomalia dipende dal fatto che solo in provincia di Lecce, nel 2009, questi professionisti sono stati stabilizzati in azienda, assumendo il ruolo di ausiliari”.

La Asl da sola, quindi, può far poco. “Il direttore ci ha offerto la propria disponibilità sul piano umano ma, dal punto di vista finanziario, l’azienda non può spendere più di così - ha aggiunto Polimeno -. La sua azione è inoltre illegittima: non c’è una normativa che imponga all’azienda sanitaria di offrire servizio di integrazione scolastica. Per questi motivi sono pronto ad allertare anche il prefetto di Lecce”.

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