"Assistenza zero per i disabili": l'amaro sfogo di una paziente che chiede attenzione

Maria Antonietta di Poggiardo, costretta sulla sedia a rotelle: "Anche durante la fase 2 siamo stati lasciati da soli. Gli operatori sanitari non hanno i dispositivi e non possiamo fare la riabilitazione"

Foto di repertorio

POGGIARDO – “Non vi lasceremo soli: quante volte ho ascoltato queste parole in questi giorni, ma di fatto noi disabili da due mesi siamo parcheggiati a casa, senza riabilitazione e senza assistenza domiciliare”.

È questo il duro appello lanciato sui social da una signora 50 enne di Poggiardo, Maria Antonietta De Vitis che impiega il suo tempo come volontaria dell'associazione di clown terapia del Salento “Portatori sani di sorrisi”.  

Maria Antonietta racconta apertamente di essere affetta da una rara patologia neurologica di tipo degenerativo che la costringe sulla sedia a rotelle. “Non ci sono cure specifiche per questa patologia e io adotto una terapia sperimentale. Ma l'unica arma che ho per combatterla è la fisioterapia che svolgo tre volte alla settima presso il reparto di riabilitazione dell'ospedale di Poggiardo”.

“Per meglio dire, svolgevo” spiega lei. Durante la prima fase dell'emergenza sanitaria, dovuta alla diffusione del Covid-19 infatti, gli operatori non hanno potuto continuare a fare la fisioterapia a domicilio con i pazienti.

“Mancavano i dispositivi di protezione individuale e mancano tuttora: durante la fase 2 non è cambiato nulla, almeno per noi disabili che rimaniamo sempre gli ultimi in tutte le classifiche”.

Maria Antonietta si definisce un'invisibile: “Nessuno si occupa di noi. Non si fa altro che parlare di congiunti, ma siamo sicuri che sia questa la priorità?maria antonietta-2

“La Regione Puglia vuole ripartire, eppure mancano i dispositivi di sicurezza. Non vogliamo screditare nessuno perché capiamo che questo è un momento difficile per tutti. Semplicemente chiediamo di ricevere quel minimo di assistenza che ci permette di vivere".

La paziente di Poggiardo vuole quindi accendere un faro su una condizione esistenziale problematica, che merita attenzione: “Io sono ferma a casa e non posso nemmeno effettuare le visite di controllo in Adi (assistenza domiciliare integrata) che prima facevo ogni 15 giorni – denuncia ancora -. La riabilitazione è considerata l'ultima branca della medicina, assimilata a una semplice ginnastica. Non le viene data la giusta importanza, eppure per noi è essenziale”.

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Maria Antonietta lancia il suo appello alle istituzioni attraverso i canali social: “Chiedo a chi di competenza di risolvere i problemi concreti degli ultimi.  Io voglio crederci: spero che questo non vi lasceremo soli diventerà presto un siamo con voi”.

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