Bambini disabili privi di assistenza qualificata a scuola

"Non ci sono ormai le condizioni per la ASL di continuare a gestire tale attività, bisogna prendere atto che tale servizio non funzionerà mai"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

ASL LECCE PICCOLI DISABILI E FAMIGLIE ABBANDONATI A SE STESSI Non ci si può rassegnare, non è più tollerabile che nel Salento, nella ASL LECCE, il servizio di assistenza agli alunni disabili sia del tutto inadeguato, non è accettabile che un servizio così delicato sia organizzato malissimo, in maniera approssimativa, affidato a personale proveniente dalla ASL con una qualifica inesistente negli organigrammi aziendali, i bambini vengono assegnati ad operatori tecnici o a personale precario (alcuni oss mandati dai piani di zona), mentre, così come dice la legge, in tutto il resto d’Italia il servizio è totalmente a carico degli ambiti territoriali e viene svolto da personale qualificato O.S.S.

Quest’anno poi la situazione è divenuta insostenibile per svariati motivi. Il numero di operatori rimasti in servizio è esiguo al punto che in alcuni casi ad un operatore tecnico, che tra l’altro non potrebbe svolgere tale mansione, vengono assegnati un numero di alunni tale da compromettere la qualità dell’assistenza, numero di piccoli utenti ottenuto facendo un semplice calcolo matematico, una divisione tra numero di utenti e l’esiguo numero di operatori in servizio. Non si può affidare una mansione a chi non ha titolo per farla. È come far fare una flebo a personale non infermieristico. Inoltre gli operatori in servizio hanno un’età abbastanza avanzata, i più giovani sono vicini ai sessant’anni e molti di loro hanno delle importanti limitazioni a causa di problemi di salute.

Con questo personale come può chi di competenza pensare di offrire un servizio adeguato rivolto ad una utenza così particolare, bambini disabili da tre a quattordici anni? Non ci sono ormai le condizioni per la ASL di continuare a gestire tale attività, bisogna prendere atto che tale servizio non funzionerà mai nella ASL. Ogni volta che si tenta di risolvere il problema di questo servizio ne nascono altri e sempre più complessi. Bisogna prendere atto che è il momento di risolvere per sempre il problema e offrire un servizio di qualità affidato agli ambiti.

Gli operatori in servizio chiedono quindi di essere spostati ad operare in altra sede, magari dove da anni operano nei periodi di chiusura delle scuole, anche per far fronte alla grave carenza di personale in vari settori della ASL e chiedono di affidare definitivamente il servizio agli ambiti che opererebbero con il giusto personale con la qualifica di oss. Gli operatori si stanno organizzando per far valere le loro sacrosante ragioni anche dinnanzi al giudice del lavoro denunciando le incongruenze e le tante illegalità che ogni giorno subiscono a causa di un lavoro che per legge non possono fare.

Quest’anno poi pur di coprire, ma solo sulla carta, a tappeto il servizio sono state emesse delle disposizioni di servizio che affidano il personale alle scuole, senza nessuna traccia del nome degli utenti e della sede di servizio. Si sta verificando che le scuole, che hanno già abbastanza problemi per carenza di personale, si siano accomodate su queste disposizioni assurde caricando sulle spalle degli operatori tecnici della ASL l’onere dell’assistenza sotto tutti i punti di vista dei bambini disabili più o meno gravi, decidendo anche di spostare gli operatori, come se fossero loro dipendenti, a seconda dei bisogni organizzativi delle scuole, non degli alunni, nei vari plessi scolastici degli istituti comprensivi a volte collocati anche fuori dal Distretto Socio Sanitario.

IL RESPONSABILE F P CGIL PER LA NEURO PSICHIATRIA INFANTILE ASL LECCE Giuseppe Cesari

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