Mascherine, lavoratori in agitazione. E intanto il Dea verso l'attivazione dei posti letto

Sanitaservice, gli operatori hanno manifestato davanti al Fazzi ma la società ha già provveduto alla prima fornitura. E per la nuova struttura, si lavora per 160 posti di degenza e 40 terapia intensiva

In foto: la protesta davanti all'ospedale di Lecce

LECCE – Senza mascherine per proteggersi dal rischio di contagio, pur essendo in prima linea nelle operazioni di contrasto alla diffusione del temuto Coronavirus. La situazione ha teso i nervi degli operatori di Sanitaservice che questa mattina, 12 marzo, hanno protestato davanti all'ospedale Vito Fazzi di Lecce.

Hanno incrociato le braccia, spontaneamente, e si sono dati appuntamento davanti al nosocomio, pur mantenendo la distanza di un metro gli uni dagli altri, prevista dalle norme.

Lo scopo della protesta era quello di reclamare un dispositivo di sicurezza fondamentale per chi si occupa di tenere puliti gli ambienti nei presidi sanitari, sanificando le strutture della Asl di Lecce.

"I lavoratori della società in house si stanno dando da fare sin dalla fine di febbraio, quando è stato accertato il primo caso di contagio in Italia – spiega Gianni Palazzo di Usb -. In questi giorni scarseggiano le mascherine ovunque, ed è un problema nazionale tanto che la Cina si è offerta di darci una mano. Mancano anche nei reperti ospedalieri, dove si continua a lavorare, e anche gli operatori di Sanitaservice hanno continuato a garantire il rispetto degli standar di igiene all'interno dei locali".

Il sindacalista ricorda che, proprio nell'ottica di prevenzione, la Asl ha disposto la formazione di una squadra di operatori ad hoc, impegnata nel servizio di alta disinfestazione degli ambienti: "Questo gruppo di operatori fa su e giù per tutto il Salento, toccando tutti i presidi sanitari della provincia che possono essere stati contaminati", puntualizza Palazzo.

"Gli operatori sono stremati dal carico di lavoro e preoccupati di contrarre il virus e contagiare anche i pazienti, entrando nei reparti – spiega ancora -: perciò hanno deciso di fermarsi in attesa di essere riforniti".

La protesta nel corso della mattina è comunque rientrata grazie all'intervento dell'amministratore unico di Sanitaservice e del responsabile del personale. Gli operatori hanno ricevuto immediatamente la prima fornitura di dispositivi e le altre mascherine verranno distribuite nelle prossime ore.  

"Continueremo a controllare che questi lavoratori non vengano mandati allo sbaraglio nelle operazioni di pulizia e ausiliariato, al fine di tutelare anche gli utenti – avverte Palazzo -. Gli operatori, quando prendono servizio, hanno in dotazione un kit che comprende tutti i dispositivi di protezione, camici, mascherine, guanti, occhiali ma al momento ciò che manca sono proprio le mascherine che servono come il pane perché sono usa e getta, hanno una durata limitata nel tempo e devono essere sostituite da chi le indossa".

Novità per il Dea dell'ospedale Vito Fazzi

In questa guerra contro il contagio del virus, intanto, la chiave di volta potrebbe essere l'attivazione di nuovi posti letto al Dea, il Dipartimento emergenze e accettazione dell'ospedale "Vito Fazzi": dalla Asl fanno sapere che si lavora giorno e notte per dare piena potenzialità a tutti i posti letto previsti, procedendo con i test su macchinari e sugli impianti.

L'obiettivo è quello di attivare 160 posti di degenza e 40 terapia intensiva, ma sarà difficile riuscire a farlo entro i prossimi dieci giorni. L'azienda sanitaria si sta adoperando anche per mettere in piedi una nuova equipe medica da destinare al Dea: saranno reclutati i camici bianchi delle strutture territoriali, soprattutto pneumologi, mentre i dottori più giovani saranno destinati alle emergenze a più basso impatto.

Si lavora alacremente anche su altri fronti: per garantire l'assistenza domiciliare integrata ai pazienti in dismissione e per raddoppiare le sedi dove fare i tamponi ai pazienti che presentano sintomi sospetti.

Le notizie false che fanno male a tutti

Intanto, restando in ambito di sanità, le notizie false continuano a creare danni alla collettività.

L'ultimo caso è quello che ha toccato la farmacia Elia di Lecce i cui proprietari hanno inviato una nota che smentisce categoricamente la presunta chiusura dell'attività.

"Ci dissociamo dalla notizia falsa che sta girando sul nostro conto relativa alla chiusura della farmacia Elia per motivi sanitari dovuti alla presenza di nostri operatori affetti da patologia legata al Covid-19, ribadendo la nostra presenza fattiva sul territorio in un'ottica di servizio ai cittadini – scrivono i proprietari -. Va da sé che adiremo le vie legali contro gli idioti che hanno messo in circolazione queste stupide dicerie".

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