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In foto: il presidio permanente davanti al Fazzi

In foto: il presidio permanente davanti al Fazzi

Ok alle internalizzazioni, sciolto il presidio permanente degli operatori 118

I lavoratori al servizio delle ditte Ikebana e Meleleo, in sit-in da ieri, hanno avuto certezza dell'immissione in Sanitaservice dall'8 marzo. Soddisfatto il sindacato Usb

LECCE – Non hanno mollato la presa gli operatori del 118 delle ditte Ikebana e Meleleo che gestiscono le postazioni di Casarano, Gallipoli, Scorrano, Ugento e Otranto e alla fine sono arrivate le rassicurazioni: dopo circa 36 ore di presidio permanente e l’incontro con il direttore fenerale dell'Asl di Lecce, Rodolfo Rollo, il direttore ammnistrativo Anrtonio Pastore e l’amministratore unico di Sanitaservice, Luigino Sergio, il sindacato Usb e i 53 lavoratori hanno avuto la certezza dell’immissione in servizio in Sanitaservice. Questo accadrà dal prossimo 8 marzo.

I lavoratori avevano iniziato un sit-in nella giornata di ieri, 25 febbraio, davanti alla sede di Sanitaservice, presso l'ospedale Vito Fazzi. Decidendo di rimanere lì ad oltranza: finché, cioè, non sarebbero stati firmati i contratti di assunzione nella società in house. Insieme con lor, il sindacato Usb, che ha ricordato: “L’ordinanza del Tar e quella del Consiglio di Stato del 5 febbraio hanno respinto il ricorso presentato dalle due aziende contro l’internalizzazione del servizio dell'emergenza-urgenza in Sanitaservice”.

I vertici della società in house, però, non procederanno con l'immediata presa in carico del personale, a partire dal 1° marzo: è quanto emerso dall'incontro che i rappresentanti di Usb hanno avuto con l'amministratore unico, Luigino Sergio. Il motivo? “Ci è stato riferito che sono ancora in corso alcuni adempimenti burocratici”, aveva spiegato il sindacalista Gianni Palazzo. “Ma com’è possibile, allora, che il 29 gennaio si potesse partire con l'assunzione dal 1° febbraio e ora non si può più?”, si era domandato.  

Usb ha chiesto l’intervento dei rappresentanti istituzionali e politici affinché siano rimossi tutti gli ostacoli, “inesistenti e ingiustificati”, che impediscono di partire con le internalizzazioni già lunedì prossimo. “I lavoratori sono in presidio permamente e vi resteranno fino alla firma del contratto”, aveva concluso Palazzo. E, ora, le rassicurazioni e lo scioglimento del presidio

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