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L'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce

L'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce

Cellule staminali: ora a Lecce anche trapianto da donatori esterni alla famiglia

Una sostanziale novità in campo medico, nell’Unità operativa di ematologia del “Vito Fazzi”. Una opportunità per i pazienti

LECCE – Novità in campo sanitario. Niente più viaggi in giro per l’Italia per cercare il donatore giusto. L’Unità operativa di Ematologia dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce da quest’anno può assicurare anche la possibilità di effettuare trapianti da donatori non consanguinei, di fatto completando la propria offerta trapiantologica. Oltre ad essere già accreditata per il trapianto di cellule staminali ematopoietiche (in cui il paziente è al contempo donatore e ricevente), la struttura oggi è accreditata anche per il trapianto aploidentico, ossia da donatore parzialmente compatibile, e per quello Mud (Matched unrelated donor), basato sulla donazione di un volontario sano, iscritto nel registro dei donatori di midollo.

Fino ad ora i pazienti che non avevano un donatore in famiglia, e che necessitavano di un trapianto allogenico di cellule staminali, dovevano recarsi necessariamente in un altro centro regionale accreditato (San Giovanni Rotondo, Bari Policlinico, Taranto o Tricase) o fuori regione per iscriversi al registro apposito che gestisce la ricerca a livello mondiale dei donatori di midollo osseo, ed in quella sede venivano poi sottoposti a trapianto.

La novità, sostanziale, Di Renzo, primario dell’unità: “Con l'accreditamento per i trapianti Mud conseguito dall'Unità operativa di ematologia, la ricerca dei donatori da registro potrà essere avviata direttamente da Lecce e, quindi, il paziente potrà fare qui a Lecce il trapianto da donatore non consanguineo”. Un’opportunità fondamentale per i pazienti e le loro famiglie, ma anche la possibilità per l’Unità operativa di Ematologia di incrementare volumi di attività già importanti. Dalla sua apertura, avvenuta nel 2006, sono stati effettuati 435 trapianti di cellule staminali, di cui 345 autologhi e 90 allogenici, in particolare per curare patologie gravi come leucemie acute mieloidi e linfoblastiche, mieloma multiplo, linfomi e mielodisplasie.

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