Lunedì, 15 Luglio 2024
Salute

Troppi pensionamenti, ma poche assunzioni di medici e personale sanitario. La denuncia di Cgil

Il segretario organizzativo della Funzione pubblica del sindacato chiede un incontro ai vertici regionali e sanitari. “Riscontrate 209 assunzioni, unità previste dal Piano, di contro si certificano 339 pensionamenti”

LECCE – Troppi pensionamenti e poche assunzioni. Nonostante la delibera della Giunta regionale dello scorso 19 ottobre, i piani delle assunzioni in ambito sanitario non sarebbero stati rispettati. Questa la denuncia del segretario organizzativo di Cgil Funzione pubblica, il quale ha scritto una nota al direttore generale della Asl di Lecce, al direttore amministrativo, a quello delle Risorse umane e all’assessore alla Sanità della Regione Puglia, per chiedere un incontro sul tema.

“Il numero dei medici è irrisorio, non vi è nessuna possibilità di assunzione di categorie professionali di cui l’Azienda era ed è fortemente deficitaria su tutti gli operatori socio sanitari”, scrive Floriano Polimeno, che segnala anche il mancato rinforzo del personale della rete ospedaliera. “Si riscontrano complessive 209 assunzioni, unità previste dal Piano, di contro si certificano 339 pensionamenti”.

Secondo il sindacalista, questa situazione determinerebbe un blocco nel turnover, “in particolare per le figure di dirigente sanitario non medico: a fronte di 25 pensionamenti, si autorizzano 7 assunzioni. Come a fronte di 12 pensionamenti di oss, non si autorizza alcuna assunzione”. Si aggiungerebbe, a detta di Polimeno, la figura di tecnico della riabilitazione che conta 17 pensionamenti e solo 7 assunzioni sostitutive. Per finire, 40 unità di personale amministrativo in pensione e zero assunzioni. Come pure 49 unità di personale tecnico e una sola assunzione prevista.

Conclude il referente sindacale: “A tutto ciò si dovrebbero sommare le stabilizzazioni del personale che ha già maturato e che maturerà al 31 dicembre 2023 i requisiti previsti dalla Legge di Bilancio 2022, o dalla legge Madia: personale che lavora in Asl da anni (circa 242 unità) e che pertanto non rappresenta alcun valore numerico aggiuntivo”.

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