Domenica, 13 Giugno 2021
Salute

"Chiusura della Rianimazione a Gallipoli, conseguenze da non sottovalutare": l'affondo di De Giorgi

Il presidente dell'Ordine dei medici polemico: "La terza ondata era prevedibile. Intanto è stato chiuso l'unico centro pubblico di Terapia iperbarica del Salento ed è stata sospesa l'attività chirurgica, dedicata alle urgenze e alle patologie oncologiche rilevanti"

Foto di repertorio

LECCE - La risposta alla pandemia, o meglio alla terza ondata, “ampiamente prevista e prevedibile”, non convince il presidente dell'Ordine dei medici, Donato De Giorgi, in vena di sfogarsi.

“Si è riscoperta una facile soluzione – spiega lui -: aumentare i posti letto, anche se in realtà per Lecce si è trattato di riconvertire un Dea di II livello in presidio anti Covid”.

Resta però da sciogliere il nodo dell'incremento del personale sanitario. A questo fine la Asl ha deciso di attingere dagli altri ospedali gli anestesisti necessari, predisponendo la chiusura della Rianimazione del presidio di Gallipoli.

Ma con quali conseguenze. Lo spiega De Giorgi: “Ciò ha comportato la chiusura dell'unico centro pubblico di Terapia iperbarica del Salento, indispensabile per malattie da anaerobi, intossicazioni, anemie acute, malattia da decompressione, broncopatie, osteomieliti e via dicendo”.

La decisione ha avuto un secondo effetto, quello di sospendere “l'attività chirurgica, dedicata alle urgenze e alle patologie oncologiche rilevanti e complesse, che quindi non possono essere trattate senza la sicurezza di una terapia rianimatoria post-chirurgica”.

E ancora, spiega il presidente dell'Ordine: “Si procura inoltre la chiusura del Dea di I livello, che è premessa perché possa avere un ruolo il Dea di II livello in un corretto sistema di hube e spoke. Tutto questo mentre Gallipoli stava registrando un notevole incremento delle prestazioni e riempiendo di contenuti un ospedale importante, pur tra tante difficoltà, come ad esempio la mancata partenza del centro trasfusionale o del servizio di sterilizzazione, vetusto e in completa avaria, con il trasferimento del materiale chirurgico ogni giorno a Casarano”.

“La pandemia sembra voler distruggere tutto, ma non sembra aver alcun effetto sulle altre patologie, che si preannunciano sempre più gravi ed eclatanti”, prosegue lui.

La risposta alla terza ondata, secondo De Giorgi, “non può essere una divisione di prestazioni sanitarie tra Lecce e il resto della Provincia, ma invece tra risposte sanitarie Covid e no-Covid, rispettando i ruoli, i cittadini e i professionisti che vanno difesi nella loro dignità”.

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