Contagi al Vito Fazzi. De Giorgi: “Creare un cordone per ospedali no Covid”

I sindacati chiedono l'intervento dello Spesal dopo il caso del contagio di un dipendente. Preoccupa l'accertamento di un primario positivo. Il presidente dell'Ordine dei medici: "Isolare gli ospedali che si occupano di altre patologie"

Foto di repertorio

LECCE – Tre casi di contagio da Coronavirus accertati nell'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce e sale la preoccupazione. I primi a scattare sull'attenti sono stati i sindacati che, in seguito all'episodio di positività di dipendente in servizio presso l'unità operativa di Anestesia, hanno spedito una lettera ai vertici di Asl e Spesal. La richiesta? Quella di sorvegliare gli ambienti sanitari e monitorare la situazione del personale venuto a contatto con la persona contagiata.

I segretari di Nursind, Fp Cgil, Fp Cisl, Fsi Usae, Uil Fpl, Fials ritengono opportuna, innanzitutto, "un'ispezione immediata del servizio Spesal per mettere in sicurezza le varie unità operative con cui il dipendente ha avuto contatti per aver effettuato trasporti presso altri presidi della Asl, insieme a tutto il personale del gruppo operatorio e dei pazienti che lì hanno transitato".

I sindacati hanno preteso quindi di mettere in sorveglianza domiciliare di tutto il personale identificato dal dipartimento di Prevenzione e di procedere a somministrare i tamponi. Hanno anche richiesto una sanificazione profonda di tutti gli ambienti oggetto di controllo, identificati dal dipartimento di prevenzione e Spesal.

La sollecitazione finale, contenuta nella lettera, è quella di effettuare un'indagine interna per verificare se alcuni direttori e dirigenti delle unità operative abbiano rispettato le disposizioni emanate dalla direzione strategica aziendale sulla sospensione delle attività interventistiche non urgenti-ambulatoriali.

Floriano Polimeno di Fp Cgil proprio oggi ha peraltro lamentato il fatto che "nella gestione di questi casi, non si possa far riferimento ad un protocollo con indicazioni di intervento chiare e univoche: la Asl non si è attrezzata e continiamo a procere con soluzioni tampone".

Il primario contagiato e le dichiarazioni di De Giorgi

A creare apprensione è anche il caso di un primario di chirugia toracica in servizio sempre presso l'ospedale del capoluogo. "Dopo questo contagio, si stanno somministrando i tamponi a tappeto al personale del reparto – ha spiegato Donato De Giorgi, presidente dell'Ordine dei medici di Lecce -. Questa è la procedura da seguire e non è escluso che si potranno rilevare anche dei portatori sani del coronavirus, determinando addirittura in rischio di collasso di un reparto così centrale per il sistema sanitario leccese".

Questa operazione secondo De Giorgi è però "necessaria per poter ripartire sulla base di alcune certezze".

"Mi preme ribadire – ha chiosato il presidente - la necessità di tenere gli ospedali che si occupano di altre patologie isolati, in tutti i modi, dalle strutture in cui si curano i pazienti affetti da Covid-19. Se dovessero chiudere, anche per un tempo breve, entrambi i blocchi operatori del Vito Fazzi sarebbe un dramma enorme che si ripercuoterebbe sui nosocomi di Gallipoli e Scorranno".

L'appello di De Giorgi è chiaro: "Occore mantenere un cordone sanitario strettissimo per gli ospedali non Covid, diversamente il sistema rischia di crollare".

Il caso della paziente di Soleto

A questi casi accertati si aggiungono quelli di altri ospedali salentini, come quello di Gallipoli, e anche di un paziente della Residenza socio assistenziale "Le Fontanelle" di Soleto.

Un'anziana ospite della struttura è infatti ricoverata nella struttura nella giornata di sabato 21 marzo, racconta il sindaco Graziano Vantaggiato, ed è risultata positiva.

"Tutta la struttura è stata immediatamente posta in regime di quarantena ed i sanitari dell’ufficio igiene di Galatina hanno iniziato ad effettuare i tamponi sia sui i dipendenti della struttura che agli ospiti; operazione continuata anche nei giorni successivi", ha spiegato il primo cittadino sulla sua pagina Facebook.

Ma non solo: "Altri due altri ospiti sono stati ricoverati in ospedale per febbre ed anche a loro è stato effettuato il tampone che è risultato positivo" ha commentato il sindaco che ha spiegato di essere  in continuo contatto sia con le autorità sanitarie competenti, sia con la struttura interessata per ottenere aggiornamenti sulla situazione.

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"Gli ospiti, vi posso assicurare, stanno tutti bene, a parte il disagio e la preoccupazione causati dallo stato di quarantena – ha chiosato il sindaco -. Alcuni ospiti che presentavano sintomi febbrili, stanno decisamente meglio e per la maggior parte dei casi sono scomparsi. Sono stati regolarmente garantiti i pasti e le necessarie cure a tutti e nelle prossime ore, tutti gli operatori della struttura, poiché in quarantena, saranno sostituiti da nuovi operatori già reperiti".

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