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Foto di repertorio

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Contaminazione delle acque e salute: al via la seconda fase del progetto "Minore"

Il dipartimento di Prevenzione della Asl ha spiegato che aumenteranno i monitoraggi sullo stato di salute della falda e sulle matrici ambientali. I primi risultati indicavano una buona qualità dell'acqua

LECCE -  Proseguono, nonostante e al di là dell'emergenza sanitaria da Covid-19, le attività del progetto “Minore” della Asl di Lecce. Il progetto è volto a monitorare lo stato di salute della falda idrica, del suolo e della matrice alimentare, con particolare attenzione per luoghi potenzialmente pericolosi, come le discariche.

Il direttore del dipartimento di Prevenzione, Giovanni De Filippis, ha presentato, in videoconferenza, l'avvio della fase 2 che prevede un aumento dei controlli ambientali.

I risultati della 1° fase, lo ricordiamo, sono stati incoraggianti: è emerso, infatti, che le acque di falda sono di buona qualità e possono essere impiegate anche nelle attività agricole.

Durante il meeting la professoressa Antonella De Donno, insieme alla sua allieva Francesca Serio, ha illustrato il legame tra una temibile malattia, la Seu o sindrome emolitico-uremica, e la contaminazione degli alimenti o delle acque di irrigazioni da parte di  escherichia coli.

La malattia purtroppo colpisce prevalentemente i bambini, ha ricordato il responsabile regionale della rete diagnostico-terapeutica della Seu, Mario Giordano.

Nel 2020, ha aggiunto lui, si sono verificati 38 casi di segnalazione di enteriti emorragiche di cui 6 casi di vera e propria Seu che, in alcune situazioni, come nel caso della bambina salentina, si sono conclusi purtroppo con la perdita della piccola paziente.

Il direttore della nefrologia pediatrica all'ospedale Giovanni XXIII di Bari ha quindi ribadito la necessità di sorvegliare e informare i cittadini affinché non si sottovalutino mai le diarree emorragiche nei più piccoli.

L'attività di monitoraggio sugli alimenti è stata dettagliata dai dirigenti dei servizi veterinari della Asl di Lecce insieme al dottor Antonio Parisi dell'Istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata e ai dottori Sergio De Pascali e Daniele Tondo, il quale ha anche messo in evidenza la corrispondenza tra l'uso degli antibiotici negli animali e il potenziale passaggio nell'uomo attraverso i prodotti derivati, e il contributo del dottore Roberto Licci del Sian.

Arpa Puglia ha poi confermato la sicurezza delle acque reflue in uscita dai depuratori, attestando anche l'assenza di contaminazione da coronavirus Sars-Cov2.

Pierpaolo Abis, responsabile del comparto analisi di Acquedotto Pugliese, ha aggiunto che “grazie alla collaborazione con la Asl si riesce a garantire ai pugliesi un prodotto di qualità e privo di rischi epidemiologici. Le contaminazioni ambientali sono cruciali per la prevenzione correlata ai rischi derivanti dallo smaltimento improprio di reflui rilasciati in modo scorretto nell'ambiente”.

Abis ha quindi invitato tutti i cittadini raggiunti dal servizio ad allacciarsi alla rete fognaria Aqp e non usare in modo improprio l'acqua, attraverso pozzi non autorizzati ad uso umano.

Il direttore De Filippis ha infine presentato il gruppo di lavoro permanente interno all'Asl, istituito presso il dipartimento di Prevenzione e denominato "Osservatorio salute e ambiente della Asl Lecce" il cui referente è il dottore Prisco Piscitelli, realizzando sinergie multi istituzionali per garantire i Lea sui determinanti ambientali della salute nel Salento.

Al meeting erano presenti i consiglieri regionali Loredana Capone e Mario Pendinelli che hanno evidenziato la necessità di proseguire con questo lavoro di approfondimento a fini preventivi.
 

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