Covid-19, organizzazione e sanificazione degli uffici, Confsal-Unsa pronto a iniziative legali

Il segretario regionale del sindacato scrive al Prefetto:”C’è scetticismo sul lavoro da casa, nonostante l’enorme rischio di contagio. Dipendenti “spinti” a ferie e permessi a proprie spese"

LECCE - Confsal-Unsa ha scritto al Prefetto e agli uffici pubblici di Lecce per sollecitare l’attuazione delle misure prese dal governo con il decreto di due giorni fa e alla sanificazione e alla protezione continuata del personale.

“E' una corsa contro il tempo il coronavirus avanza ma il contrasto in taluni uffici pubblici è, duole dirlo, lento e contorto” ha dichiarato il segretario regionale Giovanni Rizzo, facendo sapere inoltre che il sindacato da Roma è pronto a iniziative legali qualora le amministrazioni non rispettino le disposizioni, ostacolando l’esercizio ordinario dell’attività lavorativa in lavoro agile, così mettendo a rischio la salute individuale e pubblica. Rizzo definisce la situazione  al limite dell'acrobazia burocratica: “Si esprime scetticismo sul lavoro agile, cioè da farsi in buona parte dalla propria abitazione, e si preferisce tenere ancora in ufficio i dipendenti con enorme rischio di contagio (basti pensare ai pendolari). Per giunta si cerca di convincerli a fruire di ferie e permessi per restare a casa a spese proprie, pur in presenza della nuova normativa”.

Per questo, la ConfsalUnsa ha chiesto alla dirigenza pubblica di diminuire la presenza in ufficio del personale creando dei presidi per i servizi essenziali.

“Oggi (ieri, ndr) il Tribunale di via Brenta ha registrato un esodo immediato di dipendenti per la notizia (in parte supposta, in parte poi smentita) di persone che a vario titolo frequentano l'ufficio. Si adottino le misure del governo ed eviteremo che il panico, se non altri malaugurati eventi, possano paralizzare le attività e danneggiare le persone, innalzando il tasso di rischio”, ha tuonato Rizzo.

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