Dal dolore per la perdita del figlio alla cura degli altri: donata sonda cardiologica

A giugno la tragica scomparsa di Andrea Maggio. I genitori, con l'associazione di don Gianni Mattia, hanno dotato l'Utin del "Vito Fazzi" di un nuovo strumento

Una foto della cerimonia di consegna e benedizione.

LECCE - Quattro mesi dopo la sua morte tragica e prematura, i genitori di Andrea Maggio hanno donato una sonda cardiologica all'Unità di terapia intensiva neonatale del "Vito Fazzi" di Lecce. Della volontà dei parenti del 24enne deceduto in seguito a un incidente stradale verificatosi sulla strada che da Trepuzzi va a Casalabate si è fatta carico l'associazione "Cuore e mani aperte verso chi soffre", fondata a presieduta da don Gianni Mattia che è anche il cappellano del nosocomio.

"Tutto il personale medico e infermieristico di Neonatologia e Terapia intensiva neonatale ringrazia l’associazione e, in particolar modo, i coniugi Maggio per la donazione effettuata. Tale sonda andrà a completare la dotazione dell’ecografo da noi utilizzato, permettendoci di ampliare l’offerta diagnostica oltre che sui neonati, anche su pazienti più grandi, che potranno da oggi essere inserititi, se necessario in un follow up” ha commentato Adriano Bove, direttore responsabile dell'unità operativa complessa, nel corso della cerimonia alla quale ha partecipato anche il direttore sanitario dell'ospedale, Giampiero Frassanito. 

Non sono mancati i genitori del giovane, insieme alla figlia Laura: “Non possiamo negare oggi di essere disorientati e fortemente provati dall’accaduto - queste le dichiarazioni della famiglia -: il nostro cuore è dilaniato dal pensiero di non poterlo stringere fisicamente, ma ora siamo qui perché sentiamo forte il bisogno di ringraziarlo: il suo vivere umile, modesto e lontano dalle vane logiche materiali e dallo spreco ci ha portati a compiere questa donazione. Abbiamo deciso di non destinare alcuna risorsa a fiori e manifesti, ma di convogliare ogni forma di contributo pervenuto da familiari, amici e conoscenti nell’acquisto di questa strumentazione che, ci auguriamo di cuore, possa contribuire in maniera significativa a preservare l’esistenza di tante giovani e tenere vite, considerato l’entusiasmo e la dolcezza che tu Andrea hai sempre rivolto ai più piccoli".

Il giovane era iscritto alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Bari. "Non è la prima volta che cerchiamo di stare affianco a questa unità operativa - ha commentato don Gianni Mattia, che ha impartito anche la sua benedizione -; negli anni abbiamo donato, tra le altre, un’incubatrice da trasporto, un ecografo pediatrico, scaldabiberon, sedie per mamme e bilirubinometro. Questa è la volta di una sonda cardiologica che faciliterà l’esame sui piccoli nati pretermine e la definizione della diagnosi da parte del personale medico. Abbiamo accolto con grande emozione la volontà di Tiziana e Nicola, genitori di Andrea, che rappresentano per noi un grande esempio di forza nel dolore. Nel giro di pochi mesi da quando Andrea è volato in cielo hanno deciso di onorare la sua memoria contribuendo a pieno titolo a questa donazione".

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