Speciale dono a Neonatologia del “Vito Fazzi”: un macchinario contro l’ipotermia

La consegna ufficiale della macchina, del valore di 32mila euro, questa mattina a Lecce. La donazione da parte di Tria Corda onlus

La donazione, questa mattina a Lecce.

LECCE – Una macchina contro l’ipotermia donata a Neonatologia dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Tria Corda onlus, da sempre al fianco dei bambini e dei reparti pediatrici ha infatti regalato a un apparecchio neonatale di ultima generazione che sarà a disposizione dell’Unità di Terapia intensiva neonatale. Si tratta di un macchinario – del valore economico di circa 32mila euro – che permette l’abbassamento della temperatura corporea a scopo neuroprotettivo. La consegna ufficiale è avvenuta questa mattina, nel reparto di Neonatologia alla presenza del direttore generale della Asl Lecce Rodolfo Rollo, del presidente di Tria Corda Onlus Antonio Aguglia e del direttore facente funzioni del reparto, Fernando Del Cuore.

Proprio quest’ultimo ha illustrato, nel dettaglio, l’importanza della donazione e lo scopo del macchinario. “L’ipotermia neonatale – spiega – ci permette di affrontare una situazione di grave emergenza legata all’asfissia del neonato che va incontro a ipossia grave o durante le ultime fasi del parto oppure quando presenta alcune forme di asfissia cronica. La macchina ci consente, entro le prime sei ore di vita del neonato, prolungate fino a 72, di bloccare il processo degenerativo delle cellule nervose, che, una volta danneggiate, non si riproducono più. Con questo apparecchio di ultima generazione donato da Tria Corda, inoltre, è possibile assistere due neonati contemporaneamente, se dovesse essercene la necessità, mentre il macchinario già presente nella nostra dotazione sarà destinato all’ipotermia neonatale in eventuali neonati Covid-positivi, avendo noi attrezzato una sala con due incubatrici proprio per questi casi”.  

“Questa donazione, nel solco di altre fatte in precedenza, vuole rafforzare – ha commentato Aguglia – la dotazione della terapia intensiva neonatale. Un impegno che si affianca all’altra battaglia che come Tria Corda stiamo conducendo da tempo a favore della creazione del Pronto Soccorso Pediatrico e anche della terapia intensiva pediatrica, che, dopo l’emergenza Covid vissuta nei mesi scorsi, si fa sempre più urgente. Ma c’è anche da affrontare la questione di alcuni dei più importanti reparti pediatrici, nello specifico la Terapia intensiva neonatale, la Pediatria e la Chirurgia pediatrica, che oggi sono affidati a direttori facenti funzione, ma che avrebbero bisogno quanto prima di nuove assunzioni stabili. Lecce non deve essere la succursale di Bari. Il Vito Fazzi risponde alle esigenze di un territorio che comprende, oltre a Lecce, anche le province di Brindisi e Taranto. Abbiamo l’obbligo morale di dotarlo di un Polo pediatrico che possa azzerare le migrazioni fuori regione delle famiglie bisognose di cure di tutto il Salento e che possa attrarre giovani professionisti medici competenti e di talento che operano altrove e possano puntare sul “Vito Fazzi” per rientrare”.

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Rollo ha colto l’occasione della consegna dell’apparecchio per fare il punto sui prossimi passi che porteranno gradualmente alla creazione del polo pediatrico che prevede riuniti al secondo piano del Fazzi la Pediatria con la Terapia intensiva neonatale, la Terapia intensiva pediatrica (da attivare), la Chirurgia pediatrica e l’Oncologia pediatrica. «Grazie a Triacorda Onlus – ha dichiarato Rollo – per averci donato questa macchina per l’ipotermia neonatale, uno strumento prezioso per le cure dei nostri piccoli pazienti che si inserisce all’interno di un percorso virtuoso di ridefinizione dell’area pediatrica su cui la Asl è al lavoro da anni. Appena avremo l’autorizzazione dalla Regione Puglia per il trasferimento di alcuni reparti dal blocco centrale al Dea del Fazzi procederemo all’organizzazione degli spazi per la creazione dell’area pediatrica, qui, su un unico piano. Inoltre nel piano di potenziamento dei posti letto di terapia intensiva abbiamo proposto l’aumento, da 2 a 4, dei posti destinati alla terapia intensiva pediatrica. Perché l’investimento nella salute dei bambini è il bene più importante e tutti i nostri interventi e la nostra programmazione si muovono in questa direzione”.

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