Salute

"Emiliano ci dica cosa intende fare": è polemica sul Polo pediatrico del Salento

Tria Corda e le organizzazioni di volontariato creano la rete "SoloXLoro". Il presidente Aguglia chiede di incontrare il governatore della Puglia: "Necessaria l'attivazione dei posti di terapia intensiva pediatrica"

LECCE - “Senza l'impegno di Emiliano, il progetto non decolla”: con queste parole Antonio Aguglia ha strigliato il governatore della Puglia, richiamandolo nuovamente al rispetto degli impegni assunti, un anno addietro e in piena campagna elettorale, sulla realizzazione del Polo pediatrico salentino.

Sono trascorsi anni buoni da quando l'associazione Tria Corda (di cui Aguglia è presidente) ha messo nero su bianco il sogno di realizzare una struttura specialistica, all’interno dell’ospedale Vito Fazzi, intesa come centro di riferimento interprovinciale per tutti i pediatri del territorio. Un progetto a misura di bambino, quindi, che nel dicembre 2017 ha fatto un passo in avanti grazie al Protocollo d’intesa firmato dalla Regione Puglia e dalla Asl di Lecce.

Lo scalino burocratico più recente è stato superato nel corso di un nuovo incontro tecnico con la direzione strategica di via Miglietta che ha assunto l'impegno di procedere, attraverso i propri uffici, alla stesura dello studio di fattibilità, incaricando esperti del settore.

“La nostra intenzione è ora quella di incontrare il presidente Emiliano per formulare delle richieste precise: innanzitutto l'attivazione a Lecce dei posti di terapia intensiva pediatrica, come da delibera regionale 120 del 2020. Al momento sono attivi solo 15 posti presso l'ospedale Giovanni XXVIII di Bari”, ha detto Aguglia.

Più nel dettaglio, l'associazione ritiene cruciale l'attivazione di un'unità operativa, anche semplice, da inserire nella più generale riorganizzazione dei reparti programmata dalla Asl di Lecce e l'apertura di un Pronto soccorso pediatrico nel capoluogo.

“Il reperto di Chirurgia è stato spostato da Casarano a Lecce ma ancora manca il primario, così come mancano i primari in tutti i reparti pediatrici – ha proseguito Aguglia -. In tutta la Asl di Lecce sono attualmente in servizio 47 pediatri, che scenderanno a 40, la maggior parte dei quali ha superato i 60 anni d'età: i professionisti più giovani evidentemente non rimangono nel Salento. Gli stessi dati relativi alla mobilità passiva indicano come la maggior parte dei pazienti scelga di farsi curare fuori dalla Puglia”.

Perché il progetto sia davvero a misura di bambino, occorre formare anche personale specializzato nelle cure ai più giovani: “Tria Corda e le reti di associazioni sono pronte a occuparsi anche della formazione degli operatori sanitari a patto, però, che prima si attivino i posti di terapia intensiva”, ha concluso Aguglia.

La rete sociale “SoloxLoro”

Intanto è stato raggiunto l’accordo di rete fra Tria Corda onlus e le organizzazioni di volontariato e le associazioni che entrano formalmente a far parte della rete.

Gli aderenti e i partner interessati al progetto hanno sottoscritto questa mattina il documento, redatto a titolo volontaristico dall’avvocato Cristian Primiceri, grazie al quale è stata costituita la "Rete sociale SoloxLoro".

L’obiettivo è quello di collaborare reciprocamente per la realizzazione, l’avvio, la promozione ed il sostegno di un Polo pediatrico nel Salento.

L'accordo prevede anche la progettazione di percorsi ed ambienti ospedalieri a misura di bambino, anche in applicazione della Carta dei diritti del bambino e dell’adolescente in ospedale; il supporto al miglioramento della qualità dell’accoglienza per i bambini e le rispettive famiglie; il supporto allo sviluppo dell’attività di ricerca sulla tematica del bambino ospedalizzato, con particolare riferimento alle problematiche psico-pedagogiche; il sostegno alla formazione del personale ospedaliero e territoriale operante nell’ambito della rete pediatrica; la promozione delle attività di ricerca scientifica svolte nell’ambito del Polo pediatrico; la raccolta fondi e connessa attività di marketing finalizzate alla promozione e valorizzazione del Polo pediatrico; lo sviluppo di iniziative di promozione e radicamento del Polo Pediatrico sul territorio, anche attraverso attività di comunicazione sia con canali tradizionali (stampa, televisione, radio) che telematici (siti web, social network).

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