Emergenza, via alla fase due: in Puglia fino a 344 posti di terapia intensiva

Emiliano, Lopalco e Montanaro hanno spiegato i nuovi obiettivi del piano ospedaliero: previsti anche 564 di Pneumologia e 709 nei reparti di Malattie infettive. Considerati i contagi, il sistema al momento regge

Foto di repertorio: Michele Emiliano.

LECCE – "La situazione nei prossimi giorni dovrebbe restare invariata e poi speriamo di poter osservare un calo della curva epidemica": così l'epidemiologo Luigi Lopalco, che lavora a stretto contatto con il governo regionale, in conferenza stampa ha delineato il quadro dei contagi da Coronavirus in Puglia.

I numeri fanno ben sperare ma l'allerta è massima e la prudenza non è mai troppa. Soprattutto, ha aggiunto, "l'esito di questi sforzi dipenderà dal comportamento dei cittadini che devono restare a casa, oggi più che mai, per non vanificare gli sforzi fatti finora". Insieme a lui, in diretta da Bari, erano presenti anche il governatore Michele Emiliano e il direttore del dipartimento Politiche per la salute, Vito Montanaro . I tre esponenti della Regione Puglia hanno illustrato la seconda fase del Piano ospedaliero messo in atto.

La prima fase dell'epidemia

Il lavoro delle istituzioni è partito da uno scenario di massima, "il peggiore possibile" che prevedeva 3 mila e 500 pugliesi affetti da Covid-19, il ricorso alla ospedalizzazione per la metà di loro e il ricovero in terapia intensiva per il 10/15 percento dei contagiati. La situazione attuale è al di sotto di questa soglia: il 55 percento dei pazienti è in condizioni di ricovero domiciliare; il 38 percento ha fatto ricorso alle prestazioni ospedaliere e il 7 percento si trova nei reparti di terapia intensiva.

Durante la prima fase del Piano, la Regione ha attivato 173 posti di terapia intensiva (partendo da 54) e attualmente sono occupati 121 posti dai pazienti che provengono anche dalla Lombardia. E ancora: sono stati messi a regime 187 posti di Pneumologia, partendo da 74, e attualmente sono ricoverate 154 persone. Sono stati rimpolpati anche i reparti di Malattie infettive che oggi contano 352 posti complessivi (inizialmente erano 145) di cui 294 sono già occupati dai pazienti. In buona sostanza, guardando i numeri, il sistema ospedaliero regionale non è saturo.

L'obiettivo nella seconda fase

L'obiettivo della fase due del Piano è quello di aumentare le capacità e le disponibilità della rete ospedaliera, arrivando a 344 posti di terapia intensiva, 564 di Pneumologia e 709 nei reparti di Malattie infettive. La novità degli ultimi giorni è l'inserimento nella rete Covid della "Casa Sollievo della Sofferenza" di San Giovanni Rotondo e dell'ospedale di Galatina.

Gli ospedali "No Covid", cioè quelli che erogano prestazioni sanitarie ordinarie, sono in tutto 50: 24 pubblici, 22 privati a cui si aggiunge un ente ecclesiastico e 2 ospedali Ircss. I posti letto attivati per il trattamento post-acuzie, dopo il contagio da Coronavirus, sono attualmente 493. Il governo regionale ha voluto rafforzare gli organici, assumendo altre 750 unità di personale medico e sanitario, in parte proveniente da altre regioni, che è stato invitato a soggiornare presso le strutture alberghiere disponibili, onde evitare di trasmettere eventualmente il virus anche ai propri famigliari.

Le considerazioni di Lopalco e Montinaro

"Grazie agli sforzi messi in atto, oggi contiamo mille e 800 casi di contagio e nei prossimi giorni, intorno al 4 aprile, dovremmo arrivare a quota 2 mila: la stima è quella di circa 100 casi al giorno – ha commentato Lopalco -. Abbiamo fatto 14 mila tamponi e il 12,8 percento dei pazienti è risultato positivo: si tratta di una percentuale favorevole e confidiamo che questi numeri siano allineati a quelli del sistema di sorveglianza".

"I dati ci indicano anche che il 18 percento dei pazienti è asintomatico mentre il 25 percento presenta sintomi lievi, come febbre e tosse, che non necessitano di cure ospedaliere. Il 24 percento si trova, invece, in situazioni di criticità", ha aggiunto.

"In questi giorni la Protezione civile sta distribuendo i ventilatori polmonari e i monitor multiparametrici di cui avevamo bisogno – ha sottolineato Montinaro -. Il lavoro della Regione ha permesso di destinare in modo definitivo 2 mila 143 posti letto alla rete Covid, posti che possiamo ampliare sulla base delle direttive ministeriali".

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