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Gestione ictus al “Fazzi”, Asl replica: “Pazienti seguiti anche dopo la fase acuta”

Dopo la testimonianza dei giorni scorsi sulle criticità del percorso post malore, la risposta dell’azienda che elenca i dettagli e i servizi a disposizione nella riabilitazione

LECCE – Assistenza e vicinanza costante alle esigenze dei pazienti colpiti da ictus, sia nella fase acuta del malore sia nei mesi di recupero, successivi alle dimissioni: ribadisce con forza i numeri e la bontà del proprio operato l’Asl di Lecce nel raccontare il ‘percorso Stroke’ e replicando di fatto alle criticità evidenziate nella testimonianza di Rita Tarantino, presidente dell’associazione Odv Sos per la vita. Quest’ultima, colpita nei mesi scorsi da ictus, pur sottolineando i meriti della Stroke Unit del “Fazzi” aveva denunciato carenze nella fase successiva al malore.

L’Asl, per replicare, ripercorre le tappe della strategia per l’intervento: in presenza di sintomi e segni sospetti per ischemia cerebrale, viene, infatti, previsto che il medico o infermiere del 118 consulti il neurologo del “Vito Fazzi” di guardia e se il professionista conferma una sospetta ischemia cerebrale da sottoporre a terapia riperfusiva, il paziente viene condotto nel pronto soccorso dove medici e infermieri effettuano immediatamente gli esami ematici e lo conducono nella sala Tac preallertata.

Dopo l’esame, coadiuvato dal pacchetto “Stroke” che prevede il ricorso a Tc perfusionale e angio-tc intracranica e Tsa, una volta confermata la diagnosi e in assenza di controindicazioni, il neurologo potrà procedere all’avvio della terapia trombolitica e, in presenza di occlusioni di grossi vasi, il neuroradiologo interventista procederà alla trombectomia meccanica.

“Nell’anno 2023 presso il presidio ospedaliero Vito Fazzi di Lecce – si legge nella nota - sono state eseguite 238 procedure: 184 trombolisi endovenose, 116 trombectomie meccaniche (rivascolarizzazione endovascolare) e di queste 62 sono combinate (pazienti sottoposti a trombolisi endovenosa e trombectomia). Tutti i pazienti trattati nel Vito Fazzi o pazienti con stenosi carotidee critiche vengono rivalutati a 3 mesi di distanza in un ambulatorio dedicato”.

Si sottolinea che l’appropriatezza e l’efficacia dei trattamenti effettuati in Stroke Unit “viene costantemente monitorizzata, attraverso programmi nazionali volti a migliorare le qualità delle prestazioni erogate (MonitorISO) e con l’adozione di tutti i provvedimenti necessari per ottimizzare il percorso (progetto TAC: inizio del trattamento fibrinolitico in TAC)”.

Inoltre, durante il ricovero per ictus in Stroke unit il paziente viene sottoposto a consulenza fisiatrica col fisiatra che stabilisce il progetto riabilitativo individuale (P.R.I) e prosegue con l'indicazione del setting più adeguato a continuare il trattamento nella fase post acuzie: “Una logopedista – si legge - del dipartimento di Riabilitazione è dedicata in Stroke-unit a trattare i disturbi del linguaggio e della deglutizione, previa valutazione del fisiatra e del foniatra e su richiesta del neurologo. La presa in carico del paziente con ictus prosegue dopo le dimissioni”.

Superata la fase di ricovero ospedaliero acuta, se indicato dal P.R.I., il paziente viene preso in carico dalla struttura riabilitativa aziendale ospedaliera - U.O.C. Unità operativa complessa di Medicina fisica e Riabilitativa nell'ospedale di Galatina: “All'atto della dimissione – chiariscono dall’Asl - il reparto trasmette al presidio riabilitativo distrettuale del dipartimento di Medicina fisica e riabilitazione il progetto riabilitativo individuale, ambulatoriale o domiciliare, in base alla condizione clinica dei pazienti. La frequenza del trattamento è di 2/3 volte alla settimana, per cicli di trattamento di 24 sedute al massimo, come previsto da Regolamento regionale per assistenza riabilitativa ex articolo 26”.

Per quanto riguarda ausili e ortesi “vengono prescritti e, successivamente, collaudati dal fisiatra e, solo all'occorrenza, viene coinvolto un tecnico ortopedico, che è figura esterna alla Asl”, mentre “nei casi di spasticità o altro disturbo del movimento, il paziente viene inviato agli ambulatori territoriali, PRD di Nardò o PRD di Poggiardo, per il trattamento con tossina botulinica”.

“Se il paziente – si precisa - necessita di una presa in carico riabilitativa cronica e continuativa, il Progetto viene esternalizzato agli enti convenzionati per riabilitazione”.

Se il fisiatra responsabile del programma riabilitativo rileva la necessità di una valutazione foniatrica/logopedica per disturbi del linguaggio e/o della deglutizione, viene attivata la UOSD di Foniatria; se invece si presenta un disturbo della vista che necessita di una valutazione oculistica/ortottistica, viene attivato il servizio di riabilitazione visiva e ipovisione: “Anche dinanzi a disturbi di tipo respiratorio – aggiunge Asl -, il paziente viene inviato alla UOSD di riabilitazione cardiorespiratoria, afferente come tutti gli altri servizi al dipartimento di Medicina fisica e riabilitazione”.

Infine, si sottolinea che presso la struttura sovradistrettuale della riabilitazione, in caso di disturbo dell'umore e/o adattamento alla condizione di disabilità, lo psicologo prende in carico il paziente e il caregiver, mentre l'Assistente Sociale è a disposizione per affrontare questioni di tipo socio sanitario. Dai dati SIAD - Assistenza Riabilitativa Asl Lecce sono oltre 2000 pazienti del territorio della Asl di Lecce, presi in carico e sottoposti a trattamento riabilitativo nel 2023”.

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