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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Salute

Il successo della rete Ima/Sca: abbattuto il tasso di mortalità per infarto

Integrando il servizio del 118 e l'emodinamica si riesce a intervenire tempestivamente, ed efficacemente, sui pazienti affetti da infarto del miocardo acuto da stemi. I dati diffusi dalla Asl di Lecce

LECCE - Dall'integrazione tra il servizio del 118 e dell'emodinamica è nata la rete Ima/Sca. La Asl di Lecce ha quindi trovato la strada per combattere efficacemente l'infarto del miocardo acuto da stemi.

E la mortalità si è ridotta drasticamente, proprio grazie al nuovo percorso di cure pensato per i pazienti affetti da “stemi”, ovvero da infarto con elevazione del tratto St.

Come funziona la rete? Il paziente chiama il 118, che, in relazione ai sintomi, invia un mezzo di soccorso fornito di tecnologia dedicata come ecg on-line, farmaci e monitoraggio cardiologico.

Così facendo il paziente non passa dal Pronto soccorso, allungando i tempi di intervento, ma accede direttamente nella sala di Emodinamica già preallertata dalla centrale operativa.

L’equipaggio del 118 somministra i farmaci di prima linea, in preparazione dello studio emodinamico e della conseguente angioplastica coronarica.

Il servizio è riuscito ad abbattere la mortalità, considerando le statistiche europee che indicano l’arresto cardiaco extraospedaliero nella misura del 21-30 percento in caso di infarto del miocardico acuto.

Come è stato possibile? Rispettando le tempistiche di intervento e trasporto stabiliti dalla società europea di cardiologia che raccomanda un tempo door to hub (da casa del paziente ad Emodinamica) inferiore a 120 minuti. Oggi il 118 interviene velocemente, rimanendo al di sotto dell'ora.

La Asl di Lecce ha diffuso una tabella sull'andamento della rete Ima/Sca dal 2017 al 2021 in cui è indicata l'età dei pazienti che si concentra nella fascia 45-75 anni e interessa maggiormente gli uomini.

Dal grafico risulta che annualmente il 118 gestisce circa 200 persone affette da tale patologia, nella provincia di Lecce, e documenta i tempi di intervento nell’ambito dei migliori standard nazionali.

In particolare, nel 2017  gli uomini erano 117 e le donne 81; nel 2018 il rapporto era di 132 a 59; nel 2019 di 173 a 55; nel 2020 di 129 a 69; nel 2021 di 123 a 47.

Nel 2017 i pazienti della fascia d'età 15/64 erano 103; nel 2018 erano 78; nel 2019 erano 105; nel 2020 erano 86 e nel 2021 sono arrivati a 69.

I pazienti tra i 65 e gli 80 anni erano 75 nel 2017; 81 nel 2018; 82 nel 2019; 69 nel 2020 e 65 nel 2021.

Gli over 80 con infarto, invece, erano 20 nel 2017; 32 nel 2018; 41 nel 2019; 43 nel 2020 e 36 nel 2021.

La Asl ha invitato i cittadini che dovessero avvertire sintomi attribuibili ad infarto (dolore costrittivo toracico con irradiazione agli arti, stomaco, collo, spalla) a chiamare il 118, per poter attivare la rete, in considerazione dell’ampliamento del territorio ischemico e della necrosi in caso di ritardo nell’allertare il 118, con aumentato rischio di arresto cardiaco.

Tutti i mezzi 118 sono provvisti di defibrillatore, sistema di teletrasmissione dell’elettrocardiogramma e consulto cardiologico on-line. Inoltre, tutti i membri dell’equipaggio 118 seguono corsi di addestramento e vengono certificati per la rianimazione cardio-polmonare e la defibrillazione precoce extraospedaliera.

Il servizio funziona in maniera ottimale grazie alla collaborazione h24 dei reparti di Emodinamica del Vito Fazzi, della clinica Città di Lecce e dell'ospedale Panico di Tricase.

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