Domenica, 13 Giugno 2021
Salute

Infermieri di famiglia, Asl proceda con assunzioni: il sollecito di Fsi Usae

"Queste figure sono importantissime: assistono i pazienti al domicilio in sinergia con i medici di base". Il sindacato ha stimato che il fabbisogno per la Asl è di 126 nuove unità e 24 assistenti sociali

Foto di repertorio: la sede della Asl di Lecce

LECCE – Infermieri di famiglia e assistenti sociali sono figure professionali di cui la Asl si dovrebbe avvalere, così come previsto dal decreto Rilancio del 2020.

Questa è la posizione del sindacato Fsi Usae Lecce che ha più volte sollecitato la loro assunzione, con contratto a tempo indeterminato.

Queste figure professionali, spiega infatti il segretario Francesco Perrone, sono importantissime e necessarie: il loro ruolo consiste nell'assistenza al domicilio dei pazienti, in sinergia con i medici di base.

La direzione di via Miglietta però, alla fine dell'anno scorso, ha reclutato solo 42 unità, pari a un terzo del personale indicato per il territorio.  

“II progetto della Asl di Lecce dovrebbe vedere gli infermieri di famiglia e comunità non come un piccolo nucleo di lavoratori dedicati a questa attività,  ma come modalità di assistenza orientata alla persona, alla famiglia ed alla comunità. L’infermiere opera secondo una logica multiprofessionale garantita dai piani assistenziali personalizzati per rispondere al bisogno globale del singolo, superando così la logica tipicamente prestazionale”, ha precisato il segretario.

Secondo l'esponente Fsi, la loro assunzione migliorerà l’assistenza e garantirà benefici anche per il sistema sanitario regionale, con una riduzione degli accessi al Pronto soccorso, come già avvenuto nelle regioni dove questa figura è già stata istituita.

La richiesta del sindacato è di “stringere i tempi, in modo da rendere davvero più efficiente il nostro sistema sanitario, mettendo al primo posto l’assistenza alle persone più fragili, aiutando così le loro famiglie”.

La legge numero 77 del 2020, del resto, identifica la figura come risorsa in risposta dell’emergenza pandemica per la presa in carico territoriale delle persone affette da covid-19.

“L’emergenza attuale e l’assistenza ai pazienti cronici, non autosufficienti, anziani e fragili ha mostrato gravi carenze – ha proseguito lui -. I malati sono stati spesso lasciati soli e la loro condizione patologica è sfuggita ai controlli, o comunque hanno fatto ricorso a forme improprie di assistenza rispetto quelle del servizio sanitario pubblico”.

Il ruolo degli infermieri nell’assistenza territoriale, è messo in evidenza anche dal Patto per la salute, dal e dalle stesse Regioni. E, dal 1° gennaio 2021, le Asl possono procedere al reclutamento di infermieri in numero non superiore ad 8 unità ogni 50 mila abitanti.

Conti alla mano, dunque, il fabbisogno della Asl di Lecce ammonta a 126 nuove unità e 24 assistenti sociali, “con un investimento sull’ambito sanitario ripensato in una visione progettuale più ampia”.

Fsi – Usae ha voluto quindi sollecitare sollecitiamo l’integrazione degli infermieri di famiglia per rinforzare nei distretti socio sanitari l’assistenza domiciliare integrata e coadiuvare il personale medico Usca dei servizi territoriali.

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