Lopalco: “Se in settimana rallentano i contagi, tireremo un sospiro”

Il farmaco Tocilizumab, gli studi sul virus, la necessità del sacrificio di tutti. Intervista all'epidemiologo nominato da Michele Emiliano a gestire l'emergenze epidemiologiche in Puglia

LECCE- “Noi ci stiamo preparando, probabilmente faremo molto anche per le regioni vicine alla Puglia”. A parlare è l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco,  dal 9 marzo scorso nominato responsabile della struttura speciale di progetto Coordinamento regionale emergenze epidemiologiche. “All’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti si sta lavorando per ricavare 300 posti letto destinati esclusivamente ai casi di Covid-19, in un’ala distinta e separata dal resto della struttura ospedaliera. Ma se in settimana vedremo un rallentamento di contagi, allora potremo tirare un sospiro di sollievo”.

Il professore Lopalco, originario di Mesagne, in cui ha vissuto fino alla tenera età di tre anni, poi cresciuto a Lecce, sta guidando da Bari verso il capoluogo salentino, mentre in vivavoce risponde alle domande, di domenica mattina, nel corso di un’intervista rilasciata a LeccePrima. “Raggiungo mia moglie nella nostra casa, a Lecce. Io, da quando sono rientrato in Puglia da Pisa, dormo a Bari, nelle sede regionale della Protezione civile”, racconta con tono guizzante che trasmette speranza nel domani.

Il farmaco “Tocilizumab”

“Il telefono in questi giorni è davvero un guaio – dice sorridendo – quasi dimentico di mangiare o di fare altro. Però, come le avevo promesso, l’ho richiamata”. L’epidemiologo Pier Luigi Lopalco è dotato di grande umiltà, oltre che di professionalità riconosciuta a livello mondiale. “La buona notizia è che la casa farmaceutica Roche ha deciso di darci gratuitamente il farmaco Tocilizumab molto costoso, utilizzato per l'artrite reumatoide e per alcuni pazienti oncologici – spiega -, però i lettori non devono illudersi - specifica l’epidemiologo Lopalco -: è un farmaco che serve per bloccare livelli molto alti di infiammazioni in alcuni pazienti, non in tutti. Questo virus scatena una risposta infiammatoria così forte che danneggia i polmoni. E i risultati sono stati visti su poche decine di persone, ma sembra funzionare davvero bene ed evita che questi pazienti vadano in terapia intensiva”, sottolinea spiegando anche che possono riprendersi con il solo ossigeno. “La Puglia inizierà a distribuirlo a breve, appena terminerà la burocrazia amministrativa”.

La situazione è monitorata

“Al momento non abbiamo impennate, la situazione è monitorata”, rincuora. “ E’ vero che è un virus nuovo, non lo conosciamo bene, e ci sono alcuni aspetti che sono meno chiari. Però la malattia che questo virus provoca, la polmonite, la conosciamo bene: i medici sanno come curarla, anche se la situazione è grave per come sfortunatamente prende alcuni pazienti. Ma hanno bisogno di farlo in una situazione di tranquillità”, specifica l’epidemiologo. “Per questo - prosegue - dobbiamo cercare di fare un enorme sacrificio tutti quanti in maniera che i contagi rallentino e che chi viene colpito in maniera grave venga curato in tutta calma in ospedale. Assolutamente restiamo a casa, ne va della nostra salute”. E’ questo il messaggio che lancia scandendo parola per parola al telefono, in vivavoce, in una domenica surreale di sole.

La differenza tra le mascherine

“Le mascherine, quelle industriali, si distinguono in mascherina con filtro Ffp3/Ffp2 e sono di protezione per chi le indossa dai virus; devono essere utilizzate dagli operatori sanitari, fondamentalmente. Quelle chirurgiche – prosegue -, di tessuto non tessuto, non proteggono anche chi le indossa. Ma proteggono chi ci sta intorno. Se io emetto delle goccioline quando parlo o sternutisco, restano sulla mascherine e proteggono chi ci sta vicino. Le mascherine fatte in casa – aggiunge - danno protezione molto relativa”.

Sulle misure preventive del Governo: attesa per l’efficacia dei comportamenti

“Sono misure già drastiche quelle prese del Governo: la gente ha capito che deve uscire solo per lo stretto necessario e non deve stare vicina. Sono misure necessarie e fondamentali e l’efficacia di questi comportamenti potremo verificarla se in settimana registreremo un rallentamento dei contagi. Allora potremo tirare un sospiro di sollievo, perché i contagi rallentano e il pericolo di infezione non sarà molto alto”.

Sulla nomina di responsabile della struttura speciale di progetto

“Un pizzico di orgoglio c’è, lavoro per la mia terra. Ed è la prima volta di un caso simile non solo per me, ma per gli epidemiologi di tutto il mondo. Stiamo vivendo nella realtà quello che abbiamo simulato negli studi e per la prima volta nel mondo si verifica una cosa che ci mette alla prova in maniera intensa” racconta. “Non ho paura, ho una responsabilità ed una sana preoccupazione che serve, perché è la prima volta per tutti. E diffidate da chi vi offre delle ricette, è un fanfarone”, tiene a diffondere.

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“I miei figli studiano fuori, in Olanda e sono preoccupato perché  il governo olandese non ha compreso la situazione e i pub sono tutti pieni di persone. Ma dico ai miei figli di rimanere a casa, così come lo dico a voi tutti”. L’epidemiologo si accomiata augurando una buona domenica e rincuorando che andrà tutto bene se ognuno continuerà a rispettare se stesso e, soprattutto, gli altri.

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