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"La sanità è al collasso: Emiliano intervenga subito". Manifestazione dei sindacati

Cgil, Cisl e Uil hanno protestato davanti all'ex Vito Fazzi per chiedere di potenziare i servizi e riorganizzare la medicina territoriale: "Così non si può continuare"

LECCE – Il diritto alla salute è compromesso in Puglia, a causa dei tagli ai servizi e del sovraccarico di lavoro per gli operatori sanitari. Sono tornati a ripeterlo, con forza, i segretari di Cgil, Cisl e Uil, insieme alle segreterie di funzione pubblica e pensionati, per mezzo di un sit-in che si è tenuto davanti all’ex "Vito Fazzi". Un presidio informativo, vero e proprio, per sensibilizzare i cittadini sui grandi problemi irrisolti.

Una protesta che scalda i motori in vista della grande mobilitazione regionale prevista per il 12 dicembre a Bari, sotto i portoni della giunta regionale.

“Vogliamo una sanità più vicina ai cittadini e vogliamo dire al governatore Emiliano che così non possiamo continuare – ha denunciato Valentina Fragassi di Cgil Lecce -. Il fondo statale per la sanità è stato depauperato negli anni, mentre parte delle risorse veniva erogata ai privati. Al contrario, il servizio pubblico va potenziato, per permettere a tutti di accedere ai servizi. Chiunque, anche chi non se lo può permettere, deve venire nelle Asl pugliesi con la certezza di potersi curare. Operatori, medici, Oss, infermieri sono diventati eroi in corsia, i Pronto soccorso sono al collasso, frustrazione degli utenti viene scaricata su medici e infermieri. Anche l’organizzazione dei servizi territoriali lascia a desiderare: a Lecce il piano di riorganizzazione degli ospedali ha prodotto dei vuoti tutti da colmare”.

“Nel mese di dicembre 2016 – ricorda il numero uno di Uil Lecce, Salvatore Giannetto – abbiamo firmato con Emiliano un protocollo relativo ai nodi delle liste d’attesa, del welfare sociale, del precariato dei lavoratori, della chiusura degli ospedali e dell’assistenza sanitaria integrata per le fasce meno abbienti: non c’è traccia di questa intesa nelle decisioni attuali della Regione Puglia. La sanità è al collasso e noi vogliamo incalzare il governo regionale.

Di “questioni irrisolte” parla anche Antonio Nicolì di Cisl Lecce: “I problemi sono sistemici e riguardano le liste d’attesa, l’organizzazione della medicina territoriale conseguente alla chiusura degli ospedali, il sistema dell’emergenza-urgenza e la carenza dei servizi per i cittadini. Assistiamo anche ad una riduzione dei servizi domiciliari per i disabili e le persone non autosufficienti perché sinora fatto ricorso ai fondi Pac: questi fondi sono venuti meno e non siamo attrezzati per offrire un’alternativa, mantenendo alti gli standard di qualità e quantità della sanità pubblica”.

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