Sabato, 20 Luglio 2024
L’investimento

Asl, un budget di oltre 3 milioni di euro per aumentare le prestazioni e ridurre le liste d’attesa

Approvato per la prima volta un piano per incrementare una serie di servizi in ambito sanitario, partendo dai Pronto soccorso e arrivando agli Screening oncologici. Fra le ricadute previste, più interventi in sala operatoria, esami con grandi macchine, sedute di dialisi

LECCE – Con un budget di 3 milioni 259mila euro l’Asl di Lecce ha approvato un piano per le prestazioni aggiuntive dal duplice obiettivo: ridurre le liste di attesa e acquisire prestazioni ulteriori a causa di carenza di personale e dinanzi a necessità organizzative non altrimenti gestibili, in ambiti e obiettivi ben specifici.

È la prima volta che cioè avviene nell’ambito sanitario della provincia di Lecce. Le prestazioni aggiuntive in questione, nello specifico, sono quelle attività libero professionali che vengono richieste dall’azienda a medici, infermieri e altri professionisti del comparto sanitario, in via eccezionale e temporanea, a integrazione dell’attività istituzionale.

Il piano, secondo quanto riferisce l’Asl di Lecce, garantisce una programmazione delle prestazioni aggiuntive per il 2024, con la definizione delle aree prioritarie di interesse, quelle a maggiore criticità, e sulla base dei dati storici, assegnando un budget ai direttori di Dipartimento o di Struttura per l’organizzazione e l’erogazione delle sedute aggiuntive. Le aree prioritarie di intervento sono: i Pronto soccorso, i Dipartimenti di emergenza urgenza, i Reparti di anestesia e rianimazione, i Reparti di nefrologia e dialisi, la Diagnostica, le Liste tutor che attivano percorsi di garanzia per tutte le prestazioni ambulatoriali, gli Screening oncologici.

Ma quali saranno le ricadute, all’atto pratico? Secondo l’Asl, grazie a questo piano, si potranno incrementare le sedute di sala operatoria, gli esami radiodiagnostici con grandi macchine, le sedute di dialisi. Inoltre, si andrà a sostenere l’organizzazione dei Pronto soccorso, quella degli screening e, come già detto, vi dovrebbe essere un contributo all’abbattimento delle liste di attesa.

Sono state approvate contestualmente le direttive e le modalità operative per l’espletamento delle prestazioni aggiuntive e il relativo iter di autorizzazione e liquidazione.

“Questo piano – spiega il direttore generale, Stefano Rossi – ha diversi vantaggi: sulla base di necessità di programmazione sanitaria e di ottimizzazione della spesa punta ad allocare risorse ulteriori nelle strutture sguarnite, come l’emergenza urgenza, e nevralgiche, e lo fa sulla base di criteri rigidi e condivisi, supportando le strutture che, anche alla base di dettagliate analisi dei dati storici, sono in sofferenza a causa della carenza di personale”.

“Il piano – conclude Rossi – al tempo stesso punta a fortificare le ‘liste tutor’, perché ci sia sempre più coerenza tra codice di priorità della prescrizione e i tempi di attesa, e a garantire gli obiettivi di adesione e estensione previsti dagli indicatori Nsg/Lea per i tre livelli dei programmi di screening”.

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