Esofago ricostruito, ora mangia da sola: la bimba di due anni torna a casa

A fine marzo il delicato intervento, primo mai eseguito nel Salento. Ora, finita anche la seconda, dura, prova. La piccola paziente ha imparato a deglutire e alimentarsi. Non l'aveva mai fatto dalla nascita

LECCE – Era la fine di marzo quando dal “Vito Fazzi” giungeva la comunicazione della perfetta riuscita di un intervento di rara difficoltà, primo del genere mai eseguito a Lecce: la ricostruzione dell’esofago di una bimba di soli due anni. Oggi, la lieta conclusione di tutto: Maria (nome fittizio, per tutelarne l’identità) può essere dimessa dall’ospedale.

In Chirurgia pediatrica, dopo la permanenza in Terapia intensiva, in tutto questo periodo, Maria ha affrontato un percorso di riabilitazione tutt’altro che semplice. Una seconda prova, dopo il già complesso intervento, “difficile, irta di ostacoli”. A parlare è Carlo Rossi, direttore della Chirurgia pediatrica del “Fazzi”. Dunque, il medico può finalmente ben dire: “Ce l’abbiamo fatta. Ora la nostra piccola paziente, che ha dimostrato una tempra fortissima, ha cominciato ad alimentarsi attraverso la bocca, un gesto per noi ordinario ma che per lei è del tutto straordinario, non avendo mai potuto farlo nei suoi due anni di vita”.

Tecnicamente, si è trattata di un’operazione di atresia esofagea di primo tipo (long-gap). Ovvero, la ricostruzione dell’esofago mancante alla paziente. E’ nata con un moncone di esofago scollegato dallo stomaco. Ed è stato motivo di soddisfazione e orgoglio per l’équipe medica. Per la prima volta, a Lecce e nel Salento in generale, è stato eseguito un intervento chirurgico di tale complessità.

La piccola era stata operata il 29 marzo scorso, nel giorno del suo secondo compleanno. Di lei si era occupata una speciale équipe composta proprio dal dottor Carlo Rossi e dal professor Adrian Bianchi (nella foto centrale), specialista maltese per anni in forza al Royal Manchester Children's University Hospital, con l’assistenza del team di anestesisti-rianimatori. I medici, prima di esultare, volevano però attendere la fase post-operatoria, considerata molto delicata. A monitorarla costantemente è stato il direttore della Rianimazione del “Vito Fazzi” di Lecce, Giuseppe Pulito. E così, la bimba, spiegano dall’ospedale, ha vinto anche la seconda prova: imparare i movimenti corretti, eseguendo una serie di esercizi riabilitativi, per deglutire e alimentarsi. Ora Maria è pronta per affrontare la sua nuova vita, a casa, circondata dall’affetto e dalle cure della sua famiglia.

Adrian Bianchi e Carlo Rossi-3

“Siamo molto soddisfatti – sottolinea Rossi – per la felice conclusione di questa grande “sfida” che riguarda, certo, la Sanità pubblica, ma che tocca direttamente, migliorandole, la vita e la salute delle persone. Tutto questo è stato possibile grazie all’impegno di medici, infermieri e operatori, ma soprattutto per la collaborazione tra i reparti coinvolti, la Chirurgia pediatrica, la Rianimazione e la Terapia intensiva neonatale. Abbiamo dato prova – conclude il direttore - che anche qui al Sud è possibile eseguire interventi complessi e ad alto rischio su bambini che presentano malformazioni congenite, giungendo ad un esito davvero molto positivo che consentirà a questa bambina di potersi alimentare senza più problemi”.

Per il commissario straordinario di dell’Asl Lecce, Rodolfo Rollo, è stata davvero una bella notizia: “La piccola paziente e i suoi familiari hanno affrontato una prova durissima, superata grazie alla professionalità e alle competenze che l’ospedale “Fazzi” ha messo a loro disposizione. E’ questa la buona sanità quotidiana, che funziona e forse non fa tanto “rumore” ma tuttavia assicura alle persone elevati livelli di assistenza e una vita migliore”.

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