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In primo piano, la dottoressa Silvana Leo.

Covid e tumori. "Vaccino, infondate le paure di interazioni con la terapia"

Intervista a Silvana Leo, dirigente di Oncologia a Lecce. In una settimana oltre 300 vaccinati fra chi è sottoposto a trattamenti antineoplastici attivi. Ma c'è un 10 per cento che manifesta titubanza. "Scelta poco condivisibile"

LECCE – Fino a poco tempo addietro chiusure e restrizioni erano l’unica, fragile diga contro la tempesta del secolo. Ora c’è il vaccino, la vera arma contro un nemico strisciante e invisibile, il cui morso può essere letale, e che continua a marciare sulle gambe di portatori il più delle volte ignari. Lo sa bene, Silvana Leo, direttrice dell’Oncologia di Lecce, e lo ribadisce: vaccinarsi è l’unica difesa. Come dire che non bisogna farsi condizionare da notizie fuorvianti o distorte che circolano, spesso incontrollate, soprattutto sui social.

Una vita spesa per la scienza e la medicina, le sue giornate sono oggi più che mai frenetiche. E non potrebbe essere altrimenti per chi ha la responsabilità di una delle platee più fragili e quindi avverte su di sé una pressione persino doppia. La sua, infatti, è una battaglia senza quartiere su due fronti, i tumori e, ora, anche il Covid-19.

Dottoressa, come procede l’andamento della vaccinazione per i malati oncologici? Quando si conta di terminare? Vi sono particolari problematiche, per esempio persone che manifestano titubanza?

“Tutto il personale dell’ospedale è al lavoro ogni giorno per permettere ai nostri pazienti di essere vaccinati nel minor tempo possibile. È un obiettivo che ci siamo prefissati per mettere in sicurezza tutti e combattere questa terribile pandemia. Ogni vaccino effettuato è un piccolo passo verso una normalità che tutta la popolazione merita di trovare, abbiamo uno strumento in mano per metterci alle spalle questo periodo così complesso non possiamo non utilizzarlo”.

“Da dieci giorni siamo al lavoro per i vaccini dei pazienti oncologici, in poco più di una settimana abbiamo vaccinato più di 300 persone che in questo momento sono sottoposte a trattamenti antineoplastici attivi (vaccino Pfizer per i pazienti in terapia, ndr). La vaccinazione proseguirà anche nella giornata di Pasquetta, perché il Covid non conosce festivi o giorni rossi sul calendario. Andremo avanti fino a quanto tutti i nostri pazienti non avranno ricevuto il vaccino”.

“Dispiace però constatare che circa il 10 per cento dei contattati nel corso di questi giorni ha rifiutato il vaccino, si tratta di persone che, confuse dalle notizie che circolano sui media e sui social o per la paura infondata di interazioni con la terapia, scelgono di non vaccinarsi, una decisione poco condivisibile in questo momento”.

“Sono lieta però di sottolineare che tanti tra gli accompagnatori dei nostri pazienti hanno accolto con il sorriso la possibilità di ricevere il vaccino, più di 150. Questo è un aspetto molto importante, perché ci permette di mettere in sicurezza anche l’ambiente familiare dei nostri pazienti”.

A suo avviso, c’è stato un ritardo a livello di organizzazione centrale, a partire quindi dal Governo e per arrivare alla Regione, nell’individuare come priorità per la vaccinazione fasce più deboli? Fra queste rientrano sicuramente gli oncologici e, in generale, pazienti affetti da altre patologie gravi.

“Stiamo lavorando tutti con la massima attenzione, con un unico obiettivo, la salute del paziente, e con un unico filo conduttore che parte dal Governo, passa dalla Regione e arriva fino a noi. È un’emergenza, non una situazione ordinaria, ora l’unico obiettivo è vaccinare tutti, senza sprecare una dose di vaccino e senza lesinare impegno. È una battaglia che finalmente possiamo combattere, a differenza di quanto avvenuto nel 2020 in cui potevamo solo difenderci”.

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I recenti focolai e le riflessioni

Del reparto oncologico di Lecce si è parlato molto nei giorni scorsi per via di un focolaio; fatto analogo si è verificato anche a Tricase. In precedenza, casi di contagio si sono verificati anche in altri reparti degli ospedali salentini. Su questo fronte, al momento, non si può ancora dire molto e vige un normale riserbo, anche e soprattutto per via di accertamenti e indagini in corso, sulla scorta di esposti.

Di certo, in un Paese in cui ogni giorno una categoria diversa accampa il diritto di farsi vaccinare per primo, la vicenda ha provocato un’ondata di riflessioni. Ai primi di marzo, quando si è diffusa la notizia del focolaio, Rita Tarantino, presidente del comitato consultivo dell’Asl di Lecce, ha scritto anche una lettera aperta per richiamare la politica ed istituzioni alle proprie responsabilità, chiedendosi come mai ancora non fosse partita la vaccinazione per i pazienti oncologici, ritenendo che dovessero avere la priorità assoluta.

Quel giorno stesso, anche il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, ha assunto una posizione netta, sostenendo che, in un’emergenza sanitaria non si possa assegnare a ciascuna Regione il compito di definire chi, tra cittadini over 80, lavoratori servizi essenziali, soggetti con patologie gravi, debba avere precedenza in una fase segata, peraltro, di dosi insufficienti a rifornimenti irregolari. Ora, però, la campagna per i malati oncologici finalmente è iniziata. E Silvana Leo sprona tutti a non avere timori. C’è ancora quel 10 per cento di insicuri che deve lasciarsi alle spalle ogni dubbio.

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