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Salute

Il nuovo Dea prende forma: trasferito il reparto di terapia intensiva

Ieri è avvenuta l'attivazione. Saranno usate anche nuove tecnologie per accorciare le distanze tra i pazienti e i familiari: quando le condizioni cliniche lo consentono, videochiamate con i tablet

LECCE – La terapia intensiva dell’ospedale di Lecce ha una nuova collocazione. Non più nel plesso storico del “Vito Fazzi”, ma nel padiglione del Dea. Il trasferimento, con sedici posti letto, è stato completato giovedì 28 ottobre. Il tutto, nell’ottica di condurre l’edificio ad assumere la sua funzione originaria, quella di Dipartimento di emergenza e accettazione con reparti ad alta complessità. 

“È un passo importante quello del trasferimento della terapia intensiva – commenta il direttore generale, Rodolfo Rollo - perché il Dea, con i circa 300 posti letto, inizia ad assolvere la mission per cui era stato costruito: dare cura e assistenza ai casi più complessi e urgenti. Siamo partiti con il reparto più complesso e procederemo per gradi, con l’obiettivo di trasferire in una nuova struttura e in sicurezza tutti i reparti ospedalieri caratterizzati da un’alta intensità dei livelli di cure. Ringrazio gli operatori, a tutti i livelli coinvolti in questo trasferimento epocale, complesso ma necessario – conclude Rollo -, in grado di coniugare al meglio nuove tecnologie, professionalità e domanda di salute”.

DEA TI 1-2

Il reparto è attivo da ieri al primo piano del Dea ma continua a cogestire otto posti di terapia post operatoria per la chirurgia generale nel blocco centrale del “Fazzi”. È stati quasi completato anche il trasferimento di ortopedia, asso portante del trauma center, con un percorso d’emergenza per i traumi maggiori e i politraumi. Potrà contare anche su radiologia e radiodiagnostica con apparecchiature di ultima generazione e grandi macchine all’avanguardia.

Il reparto di terapia intensiva, spiegano ancora dall’Asl di Lecce, ricorre alle nuove tecnologie per accorciare le distanze tra i pazienti e i familiari: quando le condizioni cliniche lo consentono, gli operatori utilizzano tablet abilitati alla videochiamata per mettere in contatto i degenti con i propri cari. Per questo, qui trova ora collocazione il reparto di Anestesia e rianimazione, diretto da Giuseppe Pulito.

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