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In foto: la manifestazione davanti alla Asl

In foto: la manifestazione davanti alla Asl

Livelli occupazionali e salute dei pazienti a rischio: l'allarme degli Oss

La sede della Asl teatro di una nuova protesta. Cgil, Cisl e Uil chiedono un incontro con il direttore Rollo: sul piatto la proroga dei contratti di 208 lavoratori, che scadranno a fine marzo

LECCE – Sono 208 in tutto gli operatori socio-sanitari, così preziosi durante la gestione della pandemia, che rischiano concretamente di perdere il posto di lavoro a fine marzo. Questa è la data in cui scadranno i loro contratti e gli ospedali e le strutture sanitarie rischiano di restare sguarnite di queste figure professionali che non si sa come, e quando, saranno rimpiazzate.

La questione, dal punto di vista burocratico, è complessa. E la tensione di lavoratori e sindacati, preoccupati sia per il mantenimento dei livelli occupazionali, sia per la salvaguardia della salute dei cittadini, si taglia a fette.

Questo il clima che si respirava questa mattina davanti alla sede della direzione generale della Asl di Lecce, in via Miglietta. I sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil hanno infatti organizzato un sit-in di protesta e richiesto un incontro con il direttore Rodolfo Rollo per sbrogliare la matassa.

La prima e più urgente richiesta, come ha spiegato Antonio Tarantino di Fpl Uil, è quella di una proroga dei contratti: “Il problema si pone perché alcune Asl hanno ritenuto di non voler rinnovare più  gli incarichi e di attingere, invece, dalla graduatoria del concorso di Foggia. Ma la questione è più complessa: da un lato è vero che, in presenza di una graduatoria valida si debba assumere da un concorso, ma prima di quel concorso, come accaduto nella Asl di Lecce, esistevano degli avvisi pubblici dai quali la Asl ha attinto, garantendo a queste persone un contratto di un anno rinnovabile”.

Questi lavoratori però, commenta Tarantino, “rischiano di restare per strada, nonostante abbiano affrontato a mani nude una pandemia e si siano anche infettate”.

“Il personale, peraltro, non potrà neppure essere rimpiazzato attingendo dalla gradutoria perché la Asl ha segnalato che la presenza di un vincolo di spesa”, ha proseguito il segretario.

Il collega della Uil, Dario Cagnazzo, ha ricordato che l'esistenza di un verbale di delegazione trattante, risalente a due anni addietro, in base al quale chi entra in Asl ha diritto di restarci 36 mesi più 12, quindi 48 mesi in totale.

“Questo verbale è ancora valido, perché uscito prima della pandemia – ha proseguito il sindacalista -, eppure i direttori della Asl si stanno comportando in altro modo, solo perché la Regione Puglia ha dato delle direttive che però non sono legge. Gli Oss, che sono stati chiamati eroi e mandati a casa ad aprile, non godranno neppure il diritto di raggiungere i 36 mesi di servizio a fine anno, come previsto dal decreto milleproroghe”.

Floriano Polimeno, segretario Fp Cgil, si è detto preoccupato per la gestione dell'esito clinico nei pazienti: “Gli Oss sono 208 precari che lavorano nei reparti di Rianimazione e Malattie infettive: mandare a casa queste figure, senza sostituirle, comprometterà l'esito clinico dei pazienti. E in piena pandemia questo non è un lusso che ci possiamo permettere: la proroga dei contratti serve, quindi, per dare una risposta al bisogno di salute di tutti i pazienti pugliesi, non solo salentini”.

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